UN BELLISSIMO TEMPIO ARCAICO SI ERGEVA SULLA COLLINA DI SAN MARTINO A FRASCOLE (DICOMANO)


UN BELLISSIMO TEMPIO ARCAICO SI ERGEVA SULLA COLLINA DI SAN MARTINO A FRASCOLE (DICOMANO)

La storia del ‘sito’ di Frascole ricostruita dallo ‘storico’

Tempio etrusco di San Martino a Frascole - Le mura dell'edificio arcaico

Tempio etrusco di San Martino a Frascole – Le mura dell’edificio arcaico

“Repetita iuvant”, dicevano i latini, ma ciò valeva anche le popolazioni ebraiche antiche, le quali ripetevano in continuazione i versetti della Bibbia, non solo per impararla a memoria, ma anche per ‘penetrare’ , direi quasi ‘incorporare’ il significato più recondito della maggio parte dei testi; una specie di ‘ruminazione’ dei versetti, proprio come fanno i buoi quando masticano l’erba (senza voler mancare di rispetto). Tant’è vera questa frase, che tradotta in italiano significa “Ripetere giova, fa bene”, che io, come storico, non mi limito quasi mai ad una sola visita ad un sito storico, poiché tutte le volte scopro cose nuove, tutte le volte, anche grazie all’accrescimento culturale nel tempo di ognuno di noi, scopro cose nuove, lo vedo, insomma, in maniera diversa. E’ ciò che ho fatto ieri recandomi a Frascole nel Comune di Dicomano, dove sulla sommità di un colle detto di San Martino (nome della chiesa, ora distrutta), su una piattaforma spianata, presso l’antica strada etrusca che da Arezzo portava in Romagna, si ergeva uno dei più belli e massicci templi arcaici etruschi. Dico questo da storico, quale io sono, non certo da ‘archeologo’.

Veduta dei monti a Ovest dal piccolo pianoro di San Martino in Poggio a Frascole

Veduta dei monti a Ovest dal piccolo pianoro di San Martino in Poggio a Frascole

Pur sapendo che il sito era chiuso, ho voluto ugualmente recarmi sul posto, confidando nella speranza di poter fare delle foto da fuori, cioè senza oltrepassare la recinzione (che, d’altra parte, sarebbe impossibile e illegale farlo). La giornata ieri era bella anche se un po’ umida e un bel sole indorava i rilievi montuosi che stanno sulla destra e sulla sinistra del fiume Sieve. Il fatto di non poter entrare è stata la mia fortuna poiché, vedendo da una certa distanza i ‘ruderi mi ha confermato, quello che storicamente, avevo già scoperto. La verità storica su questo sito, secondo il mio modesto parere, la si ritrova principalmente, facendo un “quadro storico”, una specie di mosaico, dove tutte le ‘tessere’, messe nei luoghi giusti, per forza di cose, devono ‘combinare’ il mosaico o meglio il ‘rebus’ che è rappresentato da quella specie di ‘labirinto’, costituito dalle mura di Poggio San Martino. Originariamente, qui sul pianoro detto di San Martino di Frascole esisteva un bellissimo tempio ‘arcaico” del periodo migliore della storia degli etruschi. Era un tempio realizzato con mura spessissime (a occhi mi sembrerebbe circa 150 cm.) e con massi enormi.

Da San Martino in Poggio Veduta Est (paese di Londa)

Da San Martino in Poggio Veduta Est (paese di Londa)

Il tempio era orientato Ovest-Est, e la facciata guardava il lato Ovest dove tramonta il sole. Il tempio si ergeva su un piccolo pianoro, preventivamente spianato, e dominava dall’alto sia la Valle del Sieve, sia la valle ad est, dove troviamo la località di Londa (il nome sembra di origine etrusca). Doveva essere molto simile al tempio arcaico di Fiesole, e probabilmente della stessa epoca. Non è da escludere che esso fosse un Santuario dell’epoca, dedicato a una divinità ‘salutare’ e ciò verrebbe confermato da alcuni oggetti ex-voto come una piccola gamba in bronzo ritrovata nella zona. Il Tempio, nella sua forma originale era posto longitudinalmente e occupava tutto lo spazio, adesso diviso da due mura, creando tre ambienti. Era un grande e robusto edificio, del quale, tuttavia rimangono le basi e qualche muro realizzato a secco con enormi macigni, seguendo i dettami dell’edilizia etrusca arcaica. Il tempio ha subito con il passare dei secoli vicissitudini che a noi restano poco chiare.

Veduta Nord da San Martino in Poggio di Frascole

Veduta Nord da San Martino in Poggio di Frascole

Il tempio, così come era stato costruito, decadde, o forse, fu abbattuto da vicende umane come le guerre, ma considerando la zona sismica, possiamo mettere in debito conto anche terremoti, tanto frequenti e disastrosi in Mugello. Forse, il tempio, fu ricostruito sulle ‘ceneri’ del vecchio edificio in epoca romana, II-I secolo a.C., ma anche questo, giudicando dai ‘rattoppamenti’ delle mura ciclopiche, sicuramente non aveva la stabilità di quello originario. Questo tempio, ‘rattoppato’, che non aveva più minimamente le sembianze e tutto il resto del tempio arcaico, probabilmente cadde in rovina. E’ probabile, ma non è sicuro, che i Longobardi verso il sec. VII, abbiamo costruito una torre su questo luogo, utilizzando i materiali del tempio rovinato. Con l’avvento successivo dei Franchi, qui a Frascole, sul colle di San Martino vi fu, probabilmente, una battaglia epica, in cui i soldati Franchi ebbero la meglio, e i soldati e i cavalli morti furono sotterrati accanto sotto un cumulo di terra. Si suppone, come era uso che le armi dei soldati morti siano state prese dai vincitori. Come accade e, confermato storicamente, sui ruderi, sui siti dei vecchi castelli, delle vecchie torri, veniva eretta una chiesa, un edificio per il culto cristiano. Può darsi, che verso il sec. IX-X i cristiani, gentilmente, abbiamo costruito una loro chiesetta, intitolandola a San Martino, Santo tanto caro anche ai popoli di religione ‘ariana’. Ho detto gentilmente, perché i cristiani si sono accontentati di costruire a lato dei ruderi, poggiando i muri della nuova chiesa su i ruderi di ciò che era un ‘annesso’ del tempio ed utilizzando la ‘montagnola’ per costruirvi il cimitero, sulla cima a forma tronco-conica.

San Martino in Poggio Frascole - In cima a questa salita si scorge il pianoro dove si trovava il Tempio etrusco di San Martino in Poggio (Frascole)

San Martino in Poggio Frascole – In cima a questa salita si scorge il pianoro dove si trovava il Tempio etrusco di San Martino in Poggio (Frascole)

Questa chiesetta poi, ha conosciuto vicende alterne ed è sopravvissuta fino al sec. XVIII, della nostra era.
Questa è la mia ricostruzione STORICA (NB NON ARCHEOLOGICA) di ciò che fu, di ciò che era, il sito di
San Martino a Frascole. Basandomi su questa ricostruzione storica, fatta sui libri e recandomi sui luoghi svariate volte, non ha bisogno di documentazione nuova. La documentazione storica, i libri, le carte geografiche antiche, e tutto quanto necessita, lo potrete trovare nelle biblioteche, presso gli Archivi pubblici e privati, proprio come ho fatto io recandomi anche sul posto per svariate volte, anche in tempi non recenti, nei quali arrivare su quel luogo deserto, disabitato non era affatto cosa semplice.

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Il noto pittore Giuliano Paladini, può testimoniare che io già una ventina d’anni fa, forse più (?), di avermi conosciuto proprio su quel poggio, dove io ero interessato a fotografare, quello che ancora non si chiamava ‘sito’ e dove, Giuliano Paladini, in una giornata invernale, stava dipingendo “dal vero”, seduto in terra e avvolto da una coperta di lana, tanto da sembrarmi una statua o un fantasma. Concludo con la nota di ‘colore’, appena raccontata, e sono felice che anche per San Martino, possiamo affermare sistemato tutte quelle tessere, che ci hanno fatto lambiccare il cervello per anni e che adesso ‘storicamente’ sono comprensibili, spiegabili. Spetta agli archeologi, professionisti, ora trovare le prove di ciò che dicono ed affermano, perché a loro è dato questo compito.

Ritratto di Paolo
Paolo Campidori, Copyright

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BOZZE PROVVISORIE DA CORREGGERE
Fiesole, Firenze 11 settembre 2014