TOMBAROLO: “FU VERA GLORIA?” AI POSTERI….
Commento al libro: “Tombaroli si nasce – La vita, le avventure e le scoperte di Gismondo tagliaferro da Vulci raccontate da Luisa Rupi Paci”

Vorrei aggiungere due righe all’ articolo da me scritto alcuni giorni fa: “UNA LAUREA IN “TOMBAROLOGIA”? – NON E’ DA ESCLUDERE…..”. Sicuramente è “uscita fuori” la mia ‘verve’ umoristica, che, bene o male, ha influenzato tutto il contenuto dell’articolo. A qualche giorno di distanza, e dopo aver notato con piacere che l’articolo è stato letto da molte persone, e, pare, con molto interesse, vorrei precisare alcune cose:
a) chiaramente nel libro in oggetto c’è qualcosa di ‘eccessivo’ , qualcosa che va sopra e sotto le righe, non dico di ‘fanfaronate’, perché per dire quelle siamo bravi tutti, anche quelli che vogliono fare gli ‘educatini’, le “personcine a modo”, le quali, come si dice, “hanno un po’ la puzza sotto il naso”. In sostanza, io sono, e sono sempre stato dell’avviso, che, relativamente ad un aspetto, anche ‘scabroso’ di coloro che ‘operano’ “border line” anche in considerazione dell’ambiente che li circonda, noi (tutti) non possiamo dare un giudizio qualificato, obbiettivo, a meno ché, non si conosca il ‘fenomeno’ a fondo, nella sua interezza. Pertanto se la nostra conoscenza, a riguardo di una certa cosa o riguardo a un certo problema, è leggera, labile, oppure di quelle: “si, lo so, per sentito dire…”, etc., in questi casi sarebbe molto meglio astenersi da dare giudizi.

Lanzi - Scena mitologica
Lanzi – Scena mitologica Da sarcofago etrusco

Faccio qualche esempio per far capire meglio: se non conosci a fondo l’ambiente carcerario, non puoi esprimerti in merito, è meglio che tu stia zitto. Lo stesso capita a riguardo di certi fatti di “giustizialismo televisivo” dove tutti, partecipanti alla trasmissione ed utenti (da casa) diventano giudici, avvocati, periti, ecc. Noi sappiamo benissimo che ciò che ci raccontano alla radio e alla TV è solo ‘spazzatura’ (per non dire merda); intendo dire che la verità, a noi non la diranno mai! Anche in questi casi è d’uopo dire che “se non conosci (a fondo) un fatto, un problema è meglio stare con la bocca chiusa, cucita! Perché? Perchè si corre il rischio di dire solo cazzate! QUINDI NON PARLARE, NON ESPRIMERE OPINIONI QUANDO NON CONOSCI “A FONDO” LA “MATERIA” CONTENDERE.

Sa un sarcofago etrusco scena di caccia - Abate Lanzi
Sa un sarcofago etrusco scena di caccia al cinghiale – Abate Lanzi

b) Io credo, tutto sommato, che la Sig,ra Luisa Rupi Paci raccogliendo le ‘momorie’, del Sig. Gismondo Tagliaferri, “tombarolo” di professione, abbia fatto bene, anche se questi ricordi sono narrati in forma onnnirica (volendo essere un po’ ‘malignetti’ questo sarebbe un modo come un altro per dire: “Io non c’ero e se c’ero dormivo”, frase tanto cara a certi politici). A parte questa battuta (per ‘sdrammatizzare’ la materia un po’ pesantuccia, che riguarda il diritto penale) non starò a giudicare se l’operato del sig. Gismondo sia stato un bene o sia stato un male, se abbia ripercussioni (‘ricadute’ in termini economici o culturali) buone o sbagliate sulla conservazione del nostro patrimonio. No, non voglio entrare nel merito della cosa.

Soldati che uccidono un serpente-grifo - Abate Lanzi Da sarcofago etrusco
Soldati che uccidono un serpente-grifo – Abate Lanzi Da sarcofago etrusco

Voglio solamente affermare che il sig. Gismondo Tagliaferri ha fatto di questo “mestiere illecito”, la ragione principale, anche sotto il punto di vista economico, della propria vita. Questo significa, che, pur non diventando ricco (almeno così ha dichiarato il sig. Tagliaferri) ha approfittato di questi ‘espedienti’ per farne un ‘lavoro’ redditizio (per campare, come si dice) a tutti gli effetti. Deprecabile? Illecito? Spregiudicato? Ripeto, non voglio entrare nel merito! Potremmo aggiungere: tombarolo convinto? tombarolo pentito? Fatti suoi. Condannabile? Non condannabile? Noi non possiamo prendere in mano “le redini” della giustizia, per un   motivo molto semplice:   non ci spetta. Allora? Mi vengono in mente tanti criminali, ma anche tanti politici, tanta gente comune, che hanno ucciso, che ne hanno combinate di tutti i colori (nessun riferimento agli interessati di questo articolo). Ebbene, noi sappiamo che la giustizia italiana si avvale anche di questi “pentiti” (ammesso che il sig. Gismondo rientri in questa categoria) per fare luce su tanti delitti, tanto malaffare, e, in modo particolare per prevenirne altri. In un certo senso, tanti politici corrotti e ‘malavitosi’ si ‘pentono’ e, magari, alla fine della loro vita, decidono di dare una mano alla giustizia (a modo loro!).

Omaggio estremo al defunto - Abate Lanzi  Da sarcofago etrusco
Omaggio estremo al defunto – Abate Lanzi
Da sarcofago etrusco

Ecco, io ritengo che questo libro, raccontato in maniera semplice e sincera dalla Sig.ra Luisa Rupi Paci,  debba inquadrarsi in questa ‘visione’, in cui, come si usa dire: “Non tutto il male viene per nuocere?”. Questo contributo dato dal Sig. Gismondo può essere inteso in questo senso? Certo non condivido affatto certe idee ‘balzane’, come quella proposta dell’Autrice Sig.ra  Rupi Paci di affiancare (in futuro….meno male) i “tombaroli” agli archeologi (anche, se si dice, che, in pratica, questo viene già messo in pratica ); non condivido affatto che né il sig, Gismondo, né altri (suoi ‘colleghi’) debbano vantarsi di ciò che hanno fatto; questi, secondo me, dovrebbero solo limitarsi a raccontare i fatti, così come sono, senza accalorarsi troppo! Le cose sono andate così….ormai…. e speriamo che non accadano più in futuro. Certo, certe esperienze, tratte dal libro, anche originali, consigli, esperienze dirette, potrebbero essere  accolte e messe nel bagaglio della nostra esperienza.  Che dire? Le esamineremo a suo tempo? Riteniamo che queste possano dare un   un contributo ‘costruttivo’ per capire la grandezza dei nostri antenati etruschi? Perché no? Qualcosa di buono può venire anche da chi ha fatto tanto male ai nostri antenati, sia sotto il profilo etico che da quello storico-artistico.

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“UNA LAUREA IN “TOMBAROLOGIA”? – NON E’ DA ESCLUDERE…..”.


DEUTSCHE SOLDATENFRIEDHOEFE PASSO DELLA FUTA (FIRENZE)

Cimitero tedesco della Futa
Cimitero tedesco della Futa

Non avrei voluto commentare queste fotografie che ho ‘scattato’ ieri. Io sono nato nel 1942, in piena guerra mondiale (la guerra è finita nel 1945). Ricordo ancora con terrore i mesi trascorsi all’imbocco della Galleria ferroviaria di Fontebuona (quasi interamente minata dai tedeschi), dentro la quale ci avevano ammassati in condizioni igienico-sanitarie pietose; tutti stipati l’uno accanto all’altro su miseri giacigli fatti con lenzuoli, coperti e stracci portati da casa, mentre fuori e, sopra i tetti delle nostre case, infuriava la battaglia. Ricordo ancora le grida, il rumore delle moto dei soldati tedeschi, i lampi e le esplosioni, mentre ci raccomandavano di restare in galleria, senza uscire fuori, neppure per fare i nostri bisogni. Ero piccolo, ma ricordo, vagamente.

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Rivedendo questi luoghi sul Passo della Futa, queste sterminate distese di tombe, ben allineate, dove riposano (nb) più di 30.000 soldati tedeschi, non sono stato a chiedermi chi fra essi erano i buoni e chi i cattivi. Oppure se i tedeschi erano i ‘cattivi’ e gli Americani (che stento veramente a chiamarli nostri ‘alleati’) erano i ‘buoni’. Io credo che la guerra è guerra. I francesi hanno un detto: “A la guerre comme à la guerre”, i romani moderni invece dicono nel loro dialetto: “A guera è guera”, come per far capire a tutti che la guerra non fa sconti a nessuno. Ho letto delle pagini memorabili di Curzio Malaparte nei suoi libri “Kaputt”, ” La pelle”, “Mamma marcia”, ecc. , libri che tornerò a commentare con voi, per farvi capire che la guerra non è poi la “piacevole e nostalgica’avventura” che, spesso, vi raccontano. Nella guerra (ma spesso anche in tempo di pace) l’uomo da (di sè) tutto il suo ‘peggiore’ , da uomo che era esce fuori la ‘belva’ e non ci sono “buoni e cattivi” ma solo persone che hanno per motto: “Io uccido te, prima che tu uccida me” . Rivedendo questi luoghi, sono passati tanti anni da quando li vidi l’ultima volta quando i miei figli erano ancora bambini, ed essi giocavano con le tombe, come, noi ragazzini come loro (a guerra terminata) giocavamo con con le pietre del fiume che passa da casa nostra: “il Carza”. Loro non conoscevano e non conoscono la guerra, per fortuna!

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Archivio fotografico:
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LA MADONNA CHE DEVI AMARE E’ QUELLA DEI VANGELI (NUOVO TESTAMENTO)

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Questa volta il ‘Buongiorno’ ve lo faccio dire da una ‘persona’ molto importante: la Madonna, la mamma di Gesù, la moglie di Giuseppe (il falegname); la sorella di Anna; la ‘donna’ che fuggì in Egitto (con il marito Giuseppe) per salvare il figlio piccoletto dalla strage del ‘sanguinario’ Erode; la ‘donna’ che assisté ai primi ‘eventi’ miracolosi del figlio; la donna che fu presente accanto a Gesù quando veniva crocifisso dai romani; la donna che fu affidata all’Apostolo Giovanni. E voi vi chiederete, ma quale Madonna? “Perchè – vi rispondo – quante Madonne ci sono?”

Una bellissima Madonna, forse, esportata illegalmente all'estero
Una bellissima Madonna, forse, esportata illegalmente all’estero

La Madonna è ‘unica’, sia che venga da Torino, da Napoli, da Gerusalemme, da Lourdes, da Medjugorie, da Pompei, insomma da qualsiasi parte che volete, oppure che abbia il nome o l’attributo che volete dargli voi. Per cortesia smettiamola con tutte queste “provenienze” assurde e tutti questi attributi che fanno un po’ ridere: Madonna della Tosse, Madonna della neve, etc. etc.

MADONNA DI CERRETO MAGGIO A VAGLIA

Quando ci riferiamo alla Madonna ci riferiamo ad una donna sola: Maria di Nazaret, colei che ha concepito il figlio Joshua (Gesù), per noi Cristiani, figlio di Dio. Poi se è bella, se è brutta (1), se è simpatica, se è vestita di bianco, di celeste, di rosso…. ecc. questi sono tutti attributi ‘terreni’…. e…. “tutto il resto: “…..è noia….., veramente noia…!” Se ami la Madonna devi amare “LA MADONNA” non la “Madonnina” di……un posto piuttosto che d’un altro. La Madonna che devi amare è quella dei Vangeli (Nuovo Testamento), ma Myriam profetizzata nella Bibbia Antico Testamento”. Questo è tutto quello che devi fare ….e….avanza!

Puoi essere anche non d’accordo con le mie tesi, ma almeno riflettici un po’……

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(1) Quello che conta è la “bellezza interiore”. Pensiamo a Madre Teresa di Calcutta. Non era ecrtamente una bella donna, ma aveva una bellezza e una grandezza d’animo che superava le più belle ‘modelle’ del mondo.


GOSTO VOLENDO FARE L’ARTOLOCATO GL’ANDIEDE IN VACANZA NI’ PAESE D’ARMACIOTTO
(Racconto umoristico, di fantasia, in vernacolo toscano)
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Voi direte: ma le capitano tutte a Gosto! Si, ma questa è molto grossa. Ormai nel paese lo sapevano tutti, Gosto è diventato Leghista, Gosto è per Bossi, Gosto si è innamorato della Padania. Povero Gosto, dopo avere lavorato una vita a rigirare le zolle, dopo aver fatto una bella carriera nel sindacato dei lavoratori, a Gosto non gli rimaneva che subire una brutta avventura, ma non in politica. Anche se tutti nel paese sapevano che a Gosto gli piaceva  la Perpetua del Priore, ma lui era sempre stato fedele a sua moglie, brava donna , che era una donna di chiesa, contrariamente da Gosto che era un bestemmiatore e la chiesa la frequentava , non per far piacere al priore, ma per vedere la perpetua. Insomma, sua moglie Barberina, come la chiamavano tutti, perché veniva da Barberino di Mugello, era una donnina di casa, e quando era fuori e incontrava un omuccio, guardava in terra per non essere criticata. Nel paese, si sa, hanno tutti da ridire, sono dei chiaccheroni e dei maldicenti.
Gosto era contento della sua Barberina, anche se aveva quel pensiero della perpetua, che ormai era diventato un’ossessione, ma per la sua donna avrebbe fatto qualsiasi cosa. Un giorno però, Maremma diavola, Gosto tornò, non come era solito fare verso le diciannove, dopo aver sgobbato come un negro a fare il barista nel club del paese, ma a un’oretta prima, poiché alle 21 aveva una riunione del partito dei lavoratori. Tornato a casa però Gosto aveva notato qualcosa che non gli tornava. Vicino al portone di casa c’era una bicicletta tutta sgangherata, appoggiata al muro. Subito gli venne un sospetto. Si avvicinò piano piano al pianerottolo della porta e accostò l’orecchio alla porta della camera. A parte il letto che cigolava, Gosto sentì dei gemiti, dei sospiri che sembravano proprio della Barberina. Infilò nella camera che sembrava un ossesso. Gosto vide una scena che non avrebbe mai voluto vedere. La Barberina era a letto e sopra di lei c’era il campanaro della chiesa del paese, che scampanava a martello: Dinn. Donn. Dinn. Donn;  quel diavolo suonava come un forsennato: dinn, donn, dinn, donn. E, dire che il campanaro era un compagno di partito, frequentava regolarmente la Casa del Popolo e era in regola con tutti i tesseramenti!!! Gosto  avrebbe infilata la sua Barberina con lo spiedino dell’arrosto, ma non ebbe i’ coraggio e la cosa finì lì per non farlo sapere in paese dove sarebbe passato non poco da bischero.

BOTERO GRANDE ARTISTA  DELLA COLUMBIA
BOTERO GRANDE ARTISTA DELLA COLUMBIA

Per dimenticare questa brutta avventura Gosto decise di fare una vacanza, una villeggiatura in montagna a Soledoro sulle montagne dell’Appennino. Riuscì, dopo tanto insistere, a convincere Tortolo e i’ Puzzino, amici d’infanzia e di partito. Ma non fu contento, Gosto volle portare anche il suo canino, Galoppino, che qundo era giovane gl’aveva riportato tante lepri. Partirono i’ pomeriggio presto,  ma a Puzzino la macchina gli faceva male. Su’ pe’ la salita  cominciò a fare la faccia bianca e a sbruffare e a lamentarsi perché aveva la pancia gonfia come un pallone. Era una cosa normale perché Puzzino a pranzo aveva mangiato un tegame pieno di fagioli con l’occhio.  Dopo i primi tornanti del Passo della Futa gli effetti cominciarono a diventare più acuti (dentro la macchina). Galoppino il canino stava attaccato a Puzzino. Arrivati a Monte di Foffo, cominciarono le curve quelle a gomito. Puzzino, sentendosi la pancia sempre più gonfia, cominciò a perdere aria. Gosto, che era alla guida , non ne poteva più, gli erano venuti i giramenti di testa, e guidava che sembrava uno sciatore di slalom speciale. Si limitò solo a dire gentilmente al suo canino che stava sempre più attaccato a  Puzzino: “Galoppino, levati di lì altrimenti Puzzino ti caca addosso”. Ma lo disse piano e fortunatamente Puzzino “un sentiede” nulla.
Poi finalmente arrivarono alle Filicozze. Un cartello indicava: “State per lasciare la Toscana e state per entrare in Emilia”. Fin qui tutto bene. Ma a i’ ponticino c’erano due bei pilastri: “Vai, la Dogana –disse Gosto – grattandosi la pera. “La Dogana? – disse Puzzino. Si, o “‘un tullo vedi quei due pilastri, da una parte c’è lo stemma di’ Granduca, e dall’altra l’insegna papale”? “Madonna di Dio, disse Gosto, mi sembra di essere ni’ film di Benigni “Non ci resta che piangere”. “Non ci chiederanno mica il passaporto, questi tede…Puzzino, disse, che quello sarebbe stato il meno; purtroppo avevano da dichiarare un sacco di cose. Meno male che alla Dogana ‘un videro nessuna divisa. C’era solo un omino con i’ cappello ficcato ni’ capo, che sembrava uno spauracchio. Puzzino disse: “I doganieri sono in sciopero”. “Meno male”. Arrivarono a Soledoro, in “terra d’oltre Appennino” verso le sei e mezza. Nelle strade non v’era anima viva. “Bella vacanza – disse Puzzino – o indò tu m’a’ portato?” Insomma di solidoresi ‘un ce n’era neppure uno. Tutti marocchini, indiani, senegalesi, ecc.  L’unica cosa che si vedeva muovere erano le pale eoliche  che i solidoresi gl’aveano messo a dimora quasi in Toscana; però, gentilmente, i soldi dell’energia se li prendono per loro. La cameriera dell’hotel disse loro che gli ‘autoctoni’ erano andati tutti all’Osteria di Saturnino. “Vanno tutti lì, perché stanno bene; sono al confine con la Toscana, e tutti quanti, quando tornano dicono di essere stati in vacanza in Toscana”.

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Verso sera i solidoresi tornarono tutti da Saturnino, e’ pareva una processione; “come si stava bene in Toscana” diceano tutti e ‘un vedevano l’ora di tornarvi.
Insomma, Gosto, Tortolo e Puzzino “andiedero” anche loro al Saturnino. Si divertirono da pazzi. Certo la gente del luogo ‘un li vedeano tanto di buon occhio. “I Toscani sono maledetti”, dicevano fra di loro. La gente del posto era preoccupata soprattutto perché nel paese  c’erano delle ragazze da marito e quegli stranieri avrebbero potuto sciuparle.  Va bene che da queste parti, una volta, girava un tipetto, un condottiero, uomo dabbene, timorato di Dio, che di verginelle se ne intendeva. L’era talmente bono che a tutte le  ragazze di’ posto faceva i corredi per sposarsi. Sì, però la prima notte, gentilmente, la dovevano passare con lui.
Insomma, per farla breve fu una vacanza, all’estero (si fa per dire) proprio bella, e Puzzino e Tortolo tornarono in Mugello con due belle signorine del posto, “anni Sessanta, chilometri zero”, pe’ la precisione una sessantadue e l’altra sessantaquattro, e tutte e due con baffi e pelurie varie! Solo Gosto ‘un potette ‘consumare’ perché non aveva i “presupposti”. “Icché saranno poi questi presupposti”, pensava fra sé e sé Gosto. “Non avranno mica a che fare con le supposte? Boh!!”
Morale della favola? Puzzino e Tortolo vissero felici e contenti, anche se poi constatarono che le due tedesche ‘unnerano proprio a chilometraggio zero. Gosto dovette accontentassi della su’ Barberina e della Perpetua, a tempo perso,  quando i’ curato gl’andava a fare i fanghi a Terra di’ Sole vicino a Forlì.

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UNA PARROCCHIA SU UN’ALTRO PIANETA? LE CONNESSIONI TECNOLOGICHE E RELIGIOSE DELLA SCOPERTA IMPLICANO ANCHE ALCUNE APPARIZIONI DELLA MADONNA DI MEDJUGORIE DA ORGANIZZARSI SUL NUOVO PIANETA KEPLERO-452b

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Questo è il sogno che da tanto tempo sognavano i nostri cardinali, vescovi e, forse anche il nostro Papa Francesco. Il Segretario Vaticamo appena ha udito questa notizia direttamente dalla NASA, ha allungato il naso, ha ‘strabuzzato’ gli occhi e ha esclamato: “Bene, manderemo spagnoli e portoghesi a convertirli, in quanto loro hanno già fatto bene in passato (nelle Americhe) e senz’altro saranno, ancora, all’altezza del compito”. Ma Papa Francesco ha fatto un piccolo gesto con il labbro superiore, una specie di ‘ingrinzimento’, come per fare capire che forse non era il caso. Comunque tutto è già in progetto liturgicamente parlando: una chiesa spaziosa, realizzata, ovviamente, con gli oboli della gente del pianeta Kepler-452b, così si chiama il pianeta gemello. Unico inconveniente saranno le campane, che purtroppo non si udiranno dalla Terra nostra.

Anche Radio Maria ha già pensato di sistemare una proprio antenna, che sarebbe il primo mattone per creare la Famiglia “R.M.Keplero”. Don Tino avrebbe già preparato un centinaio di sue “canzoncine alla bona” per deliziare i radioascoltatori di R.M sul pianeta Keplero. Mentre, la Madonna di Medjugorie si sarebbe già formalmente impegnata con Padre L. per fare una dozzina di apparizioni su quel pianeta, e già Padre L. starebbe lavorando per preparare i “nuovi messaggi” che farà dire alla Madonnina il 25 di ogni mese.

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La Madonnina, sembra, che già apparirà agli astronauti durante il viaggio di andata, proprio dentro la navicella spaziale, e per fare questo la Madonna ha chiesto di portare anche Visca (che è più esperta), la veggente, che riesce a farla apparire quando e dove vuole . La notizia del pianeta ‘gemello’ è stata come un fulmine a ciel sereno, già c’e n’era bisogno! Grazie NASA! Perché? Perché la nostra terra “nun je la fa ppiù”. Inquinamento di qua, di là, spazzatura puzzolente a montagne, mari che sono diventati delle vere e proprie discariche a “mare aperto”; fiumi che sono diventati miscugli micidiali di oli di semi vari, ‘pisciate’ alla cocaina, arsenico, etc, etc; le falde delle campagne che piene di liquami, di sostanze velenose, trasudano queste ‘porcherie’ generate dalle industrie e non solo. Senza contare dell’inquinamento atmosferico, ormai non respiriamo pià aria, ma una miscela di derivati dal petrolio, gas velenosi, repellenti. Senza contare di tutte le sostanze chimiche che vengono date ai prodotti agricoli: latte con la diossina, diserbanti che uccidono insetti, uccelli e selvaggina…Senza contare la deforestazione per scopi industriale e per creare nuove ‘carreteras’, simboli del progresso dei popoli!

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A questo punto, però, c’è il colpo di scena: entra in gioco la NASA. Già tutto programmato! Cosa tirano fuori dai loro ‘cervelloni’ tecnologici? Semplice, come l’uovo di Colombo! Diremo che a tutto questo sfacelo (creato dagli stessi) c’è un rimedio a tutto. E questo è rappresentato dai pianeti “simili alla terra”, sui quali l’uomo, potrà un giorno soggiornarvi come in un novello Paradiso Terrestre. Hanno convinto anche Pierino Angela, il quale su ‘Quark” ne parlerà diffusamente, con le stesse certezze che egli ha dell’uomo che deriva dal gorilla (non potrebbe essere il contrario?). Insomma, si tratterà di imbarcare tutta la popolazione terrestre, una specie di Arca di Noé, e spedirli tutti sul Keplero-452b. Il ragionamento fila alla perfezione, almeno sotto il punta di vista psicologico, ma sta di fatto che il Keplero-452b è un po’ lontanetto: 1400 anni luce dalla terra. Proviamo a capire cosa significa questa distanza, e, in particolare, cosa significa un anno luce:

“Poiché la velocità della luce nel vuoto (c) è pari a 299 792,458 chilometri al secondo (km/s),[3] un anno luce corrisponde a 9 460 730 472 580 800 metri, cioè:
vale a dire circa 9 461 miliardi di chilometri o circa 63 241 volte la distanza fra la Terra e il Sole (nota come Unità Astronomica). L’anno luce è quindi una distanza enorme su scala umana” (Wikipedia). Il tutto moltiplicato poi per 1.400 che sono gli anni luce necessari per raggiungere il pianeta…!!!!!!

Ma non fa niente la NASA non si arrende (mai), e anche la Cristoforetti, secondo indiscrezioni, sarebbe tutta galvanizzata, perché sembrerebbe che un posticino (“in cucina” della navetta, fra i tegami) glielo darebbero anche a lei. Non è inve ancora chiaro a chi toccherà il compito non facile delle “toilettes spaziali”. Ma insomma, tutti si sono dimostrati soddisfatti, perfino gli immigranti che potranno andare a fare i “vu-cumprà” su Keplero, e perfino la Federazione Calcio è soddisfatta. Ora potranno acqiuistare giocatori di foot-ball anche dal pianeta ‘gemello’ (sembra) senza spendere troppi soldi, ma rivendendoli a caro prezzo!. Anche le badanti rumene che non trovavano più ‘vecchine’ da badare in Italia e nel mondo, scopriranno che è possibile badare agli anziani anche in luoghi nuovi del pianeta Keplero. Insomma i benefici saranno incalcolabili. I comuni e le Regioni potranno aprire nuove Agenzie per riscuotere nuovi tributi, e i partiti politici potranno aprire le loro sedi, per gestire appalti, organizzare affari, ‘cupolette’ di danaro, ecc.

Cosa vogliamo di più? Il nostro pianeta è diventato una ‘pattumiera’ invivivile, irrespirabile, ed il tutto per fare grandi e importanti gli industriali della terra (ma ad un certo punto soffocheranno anche loro!). Keplero, dunque, ci aspetta a braccia aperte, ma che dico: a bocche aperte, dalle risate che si faranno!

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Avvertenza! Questo Blog che si occupa di giornalismo culturale in genere, si occupa anche di attualità, in un modo o nell’altro legata alla cultura (le scoperte spaziali, la tecnologia, sono branche della cultura, come lo è la religione, la politica, ecc.). Il Blog si occupa anche, e SOPRATTUTTO, di umorismo (l’umorismo è il sale della vita), gestito, da me, credo e spero, nella maniera più garbata ed educata. Quindi l’articolo, con spunti umoristio-satirici, non ha nessuna intenzione di ridicolizzare o mancare di rispetto a nessuno (religione, politica, organi statali o altro). Si tratta di un articolo da prendere così com’è, con il suo lato comico, e, possibilmente farci sopra una bella risata che fa tanto bene!


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ALL’OSTERIA DEL FANTORNO: VIAGGIO D’ANDATA SENZA RITORNO

La macabra scoperta fatta da un malcapitato viaggiatore dell’epoca.

Udite, udite. All’Osteria del Fantorno, nel Comune di Monghidoro, a due passi dalla ‘frontiera’ fra l’allora Stato Pontificio e il Granducato di Toscana, sulla strada che portava in Toscana, sorgeva una antica osteria la cui reputazione era a dir poco macabra. Questa osteria era detta del Fantorno, e l’oste che vi abitava non era per niente una persona raccomandabile, anzi! Sembra di raccontare una ‘fiaba’ per i bambini, ma se la tradizione popolare l’ha tramandata, significa che qualcosa di vero ci sarà stato. Questi posti, dell’Appennino, non solo in terra di Romagna o Emiliana, ma anche in terra di Toscana, erano abitati, nel medioevo,  in massima parte, da popolazioni troglodite, cioè popolazioni che vivevano ancora allo stato selvaggio. Per farla breve, questa famigerata Osteria, dall’apparenza sinistra ed equivoca, ospitava pellegrini e commercianti che per…

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IL “PIACIONE” D’ITALIA – L’ARTE LO ‘SUBLIMA’

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C’è gente molto furba in giro, che grida, grida, grida, lancia epiteti, poi, improvvisamente torna calmo, sereno, piacione, il solito simpaticone, il rovescio della medaglia. Ma perché si comporta così, perché è furbo! Perché gli conviene gridare, fare la scena e poi mostrarsi “piacione-gigione”, disponibile con tutti. E di quell’area là, quella…..capito? Perché si comporta così? Perché lui non è mica scemo!. Più grida e più guadagna. E’ il classico “bourrou-bienfaisant” (burbero benefico). Piace al pubblico, le emittenti se lo contendono: e lui a queste lui dice: “Dite quello che volete che io dica! Porca miseria!” e lui lo fa, senza pensarci tanto.

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Sbatte la  gente in prima pagina, aggredisce l’avversario, gesticola, schiuma di rabbia. E poi torna sereno, sorridente, un “caro angioletto”, un caro figlio di mamma e papà.  E’ un simpaticone. Piace alle donne, onorato e vezzeggiato dalle “categorie protette” (omosex, lesbiche, trans), va a braccetto con loro nei loro “Pride”, perché lui ”ama’ (i soldi……). E poi è un intellettuale, uno di quelli sopraffini, con gli occhiali da intellettuale, con il  gesto pensieroso ed irato,  con il ciuffo  che vola da tutte le parti e con quest’aria da intellettuale si scaglia contro tutti quelli che non la pensano come lui…Già perché lui è……..un furbo!
Tuttii tutti in Italia dovrebbero essere come te. Meditate gente….meditate…..

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A PROPOSITO DI…….GIORNALISMO

Paolo

Ormai lo sanno tutti (mi riferisco a coloro che mi conoscono) che io sono e, tengo a dirlo ad alta voce, uno che ha sempre fatto del giornalismo: prima per una rivista specializzata “Montagna Oggi” , organo ufficiale dell’UNCEM (Comunità montane d’Italia), e poi ininterrottamente, per ben 10 anni, con regolare contratto di ‘collaboratore’, con un giornale mugellano. Sporadicamente ho collaborato anche con altre testate giornalistiche.

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Contemporaneamente a questa attività ho associato quella dello scrittore e ricercatore, specialmente in ambito mugellano ed alto-mugellano ed ho scritto ben dieci libri. Questi si trovano ormai solo nelle biblioteche pubbliche italiane e straniere di tutto il mondo. Ma fra le due attività: giornalismo e scrittore c’è molta affinità e le due cose potrebbero essere benissimo assimilate. Io, mi sono sempre identificato in queste due attività, anche se precedentemente ho passato una vita nei Musei statali fiorentini e bolognesi.

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Ma cosa fa di me un ‘giornalista’ piuttosto che un ricercatore, oppure uno che si vuol fare bello definendosi ‘critico d’arte’, pseudo-archeologo, ecc.? E’ proprio questa voglia ‘innata’ che ho scoperto un po’ tardi nella mia vita di occuparmi di giornalismo (solo culturale). Attenzione fare del ‘giornalismo’ culturale non significa affatto fare il ‘cronista’. ‘Cronista’ è colui che riempie le pagine di cronaca, cioè colui che descrive ‘a puntino’ i fatti più o meno piacevoli che sono accaduti nella giornata (purtroppo, alcuni maleducati definiscono questi giornalisti “scribacchini” o “penne servili”).

ADOTTIAMO UN NONNINO!
ADOTTIAMO UN NONNINO!

Io mi occupo di arte, archeologia (etruscologia), storia medievale, sia a livello locale che a livello più ampio, universale e quindi su queste materie ho un interesse che va al li là (di molto) del semplice fatto di cronaca. Su un argomento culturale, che può essere archeologico, storico, ma anche di attualità ecc., di solito io prima faccio delle accurate ‘ricerche’ che, nota bene, non sono le ricerchine con le notizie copiate qua e là, ma sono delle vere ricerche fatte sui luoghi, sulle persone, sui libri specializzati, ricerche che possono durare anche diversi giorni.

GORGONE   TERRACOTTA

Una volta che la ricerca-articolo è pronta (mi interessano più i concetti che la ‘perfezione’ formale e grammaticale del testo) io la pubblico sul mio Blog, ormai conosciutissimo “Cultura mugellana) http://www.culturamugellana.com, Blog che è visitato in tutto il mondo. (Una volta consegnavo invece l’articolo al giornale e dovevo attendere la pubblicazione (che di solito non si faceva attendere). Mi dispiace quindi che talvolta, è capitato in passato, qualcuno mi abbia definito ‘cronista’, dal momento che non amo neppure definirmi giornalista.

Come ti  chiami? Pasqualina, e tu? Natalino. Quanti anni hai? Diciotto! Diciotto? Sein vergine? Sì, Extra-vergine, come l'olio d'oliva
Come ti chiami?
Pasqualina, e tu?
Natalino. Quanti anni hai?
Diciotto!
Diciotto? Sein vergine?
Sì, Extra-vergine, come l’olio d’oliva

Io sono una persona che scrive, con l’occhio ben attento a ciò che c’è e a ciò che potrebbe esserci di interessante, di curioso, se non addirittura di ‘morboso'(in senso buono) attorno a me. Per questa ragione, io, vedo le persone non nella loro ‘apparenza’ ma nella loro sostanza. Quando io ho fatto delle interviste, di solito sono arrivato a casa degli intervistati senza lapis, senza penna, senza personal computer, e questi, devo dire si sono un po’ messi a ridere. Quando, molto tempo fa, intervistai a Fiesole il grande artista futurista Primo Conti, egli, di primo acchito mi chiese: “Ma non ha portato neppure una penna?” “No, gli risposi, non ce n’è bisogno”.

"L'Elfo di Rapezzo" così si fa chiamare un 'nuovo' abitante di queste montagne e di queste vallate di Rapezzo (Comune di Firenzuola)
“L’Elfo di Rapezzo” così si fa chiamare un ‘nuovo’ abitante di queste montagne e di queste vallate di Rapezzo (Comune di Firenzuola)

E cominciammo a parlare del più e del meno, della famiglia, della moglie, che ogni tanto sorrideva meravigliata, insomma parlammo delle cose più strane. Dopo un po’ Primo Conti mi chiese: “Ma insomma questa intervista quando me la fa? Io avrei degli impegni e dovrei andare via”. Gli risposi che l’intervista era già fatta, ed io non avevo nient’altro da chiedergli. Questo per farvi capire che a me interessa molto di più il personaggio visto dal suo interno, che mille notizie nozionistiche sul suo conto che non interessano a me e a nessuno.

BRINDISI CON LUCHI E ASSESSORE

Ecco, questo è il mio modo di fare giornalismo ed io lo uso anche per scrivere i miei libri. I libri devono essere scritti, ma soprattutto devono essere compresi. Alla gente interessa meno sapere quanti quadri ha fatto un’artista, che, ad esempio, sapere la sua vita intima, familiare, le sue ‘stranezze’ d’artista. Un grandissimo pittore contemporaneo mi rivelò perfino che prendeva a calci i sui quadri che non gli erano riusciti bene! Questo – secondo me – è fare del ‘giornalismo’. Per questo io sono molto attento alle persone e non mi accontento mai di ciò che si trova e si vede nella loro ‘facciata’.

No, non può essere lei...Francesca!
No, non può essere lei…Francesca!

Se uno ha la pazienza e le qualità psicologiche di ‘grattare’ un pochino, sotto il livello epidermico, troverà cose interessanti, cose che non troverai mai scritte da nessuna parte. Ecco perché, chi mi conosce, ed ha scritto anche presentazioni dei miei libri mi ha definito uno scrittore ‘interessante’ che guarda le cose con “occhio distaccato” (Vedi Antonio Paolucci nella prefazione al mio libro Mugello, Romagna toscana e Valdisieve). In effetti ha ragione: io non sono ‘campanilista’ come lo sono tutti o quasi, per me essere fiorentino, fiesolano, mugellano, o bolognese è la stessa cosa. Non sentirete mai dire da me che sono: Vagliese (poiché vi sono nato); Fiorentino (perché vi ho vissuto per diversi anni); Fiesolano (perché vi risiedo adesso).

Botero
Botero

Io mi definisco un ‘apolide’ ma nel senso buono, un po’ come il Pulci, poeta Rinascimentale, che definì la sua “patria” come “quel luogo dove si sta bene, dove la gente ti ama, e dove puoi fare le tue cose in piena libertà”. Per questo, il Pulci, lasciò le beghe e gli onori della corte Laurenziana di Firenze per trasferirsi in Mugello, nella sua villa che si trova a Bilancino (Barberino di Mugello). Ecco cosa è importante veramente, esprimersi, esprimersi liberamente (senza offendere, ovviamente. E se dovesse succedere, chiedere scusa), senza badare al fatto che “Tizio se ne prenderà per male”; “Caio mi scriverà una ‘rispostaccia’, e così via.

Un ritratto dello scultore Marcello Guasti
Un ritratto dello scultore Marcello Guasti

Ci sono delle persone stupide, questo è vero, con le quali bisognerebbe stare molto attenti. Una volta scrissi che una chiesa ‘restaurata’ venne ritinta con un colore ‘cremino’, troppo chiaro, non mi piaceva. Fui ‘avvisato’ formalmente, da persone influenti, i quali mi fecer capire che se io avessi fatto ancora delle critiche ‘sbagliate’ (loro le definirono ‘smarronate’) in merito a quei restauri avrei passato guai seri. Un’altra volta, solo perché dissi che in una certa ‘trattoria’, che si trova nella montagna mugellana, cucinavano dei tortelli squisiti, fui minacciato di denuncia poiché non si trattava di una ‘trattoria’, bensì di un ‘Ritorante’. Qualcuno, in tempi recentissimi si è lamentato con me perché ho espresso certi pareri ‘sconvenienti’ su alcune cose che non avrei dovuto fare, e questo qualcuno ha espresso la convinzione che io abbia scritto certe cose per ‘invidia’!!!!.

Primo Conti - Autoritratto
Primo Conti – Autoritratto

Ecco, in conclusione, io vorrei cercare finalmente di far capire che tutto quello che faccio, viene fatto in una ‘visione’ che non si limita al ‘fatterello’, fine a se stesso, ma all’avvenimento culturale, poetico, storico, umoristico (sì, umoristico, ed è questa una componente importante cui bisogna tener conto), etc. Quindi vorrei, una volta per tutte, sfatare la convinzione che io sia “uno qualsiasi” che, per ingannare il tempo, si diverte a scrivere delle ‘bischerate’ su Facebook o sul mio Blog. Vorrei precisare che io, in virtù della mia esperienza presente e passata sono uno che ha fatto del giornalismo “vero” per tanti anni e che continua a a farlo sui suoi Blog.

Profilo di donna etrusca Firenze Museo archeologico Elab  P. Campidori
Profilo di donna etrusca Firenze Museo archeologico Elab P. Campidori

E’ inutile vedere in me l’ “amico” del proprio Profilo o altre cose futili. Io sono uno che lavora, che svolgo la mia profesasione in maniera seria, sono ora un giornalista “free-lance” e dirigo, in prima persona, un mio Blog (che ha scopi benefici e di lucro, e non sono MAI andato a chiedere SOLDI a nessuno, neppure per stampare i miei libri che ho finanziato io stesso). Io sono tutelato dalla Legge americana in quanto il sito WORDPRESS.COM è americano ed ho il diritto (e forse anche il dovere) di fare cultura attraverso un “giornale virtuale” americano che opera in tutto il mondo. Chi non ama la mia amicizia come “giornalista” sa quello che deve fare; però non può costringermi a relegarmi ad essere “Amico Facebook” ed seguirlo, come un cagnolino, nelle sue idee personali, costringendomi a rinunciare a fare il mio lavoro. Spero di essere stato chiaro
Paolo Campidori, Copyright
http://www.culturamugellana.com
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“PAGINA NUEVA 1″ IL MIO ‘VECCHIO’ SITO UFFCIALE

Pagina iniziale del sito "Pagina Nueva 1" www.paolocampidori.eu
Pagina iniziale del sito “Pagina Nueva 1″ http://www.paolocampidori.eu

“PAGINA NUEVA 1″ (www.paolocampidori.eu) è DA SEMPRE IL MIO ‘SITO’ UFFICIALE, CIOE’ RACCOGLIE I MIEI ARTICOLI, LE MIE FOTO, LE MIE POESIE, I MIEI DIPINTI, I MIEI LIBRI FINO AD UNA CERTA DATA. DOPO TALE DATA MI SONO AVVALSO DI UN ALTRO ‘SITO'; “CulturaMugellana” (www.culturamugellana.com) che è un sito WordPress.com. Chi è interessato a vedere le cose ‘passate’ (solo di qualche anno fa) non deve far altro che collegarsi con tale sito e sono sicuro che lo troverete interessante.

Paolo

Paolo Campidori
http://www.culturamugellana.com


UNA LAUREA IN “TOMBAROLOGIA”? – NON E’ DA ESCLUDERE (1)

La copertina del libro: "TOMBAROLI SI NASCE" DI GISMONDO TAGLIAFERRI edito da Bonechi Editore FIRENZE
La copertina del libro: “TOMBAROLI SI NASCE” DI GISMONDO TAGLIAFERRI edito da Bonechi Editore FIRENZE

Oggi è diventata una vera e propria professione specializzatissima, per esercitare la quale occorrono dei requisiti ed avere un curriculum referenziassimo. No, non è più come una volta, eh? Oggi i ‘tombaroli’, così chiamati volgarmente, sono in realtà il fior fiore dell’archeologia specializzata. Già, perché una volta il ‘tombarolo’ era un clandestino, oggi non lo è più (ufficialmente), ma in pratica esso “risponde alla conoscenza del vero, senza accontentarsi delle ipotesi che spesso si accavallano e rischiano di confondere tutto in un alone di mistero…..” (Tombaroli si nasce – Bonechi Editore, Firenze). L’autore del libro prosegue (Op cit. pag 61: “…la loro opera (quella dei tombaroli’) (NB), se giustamente pilotata dalle autorità, potrebbe essere di valore inestimabile!” (Ipse dixit). Ecco perché ancora c’è tanto mistero sugli Etruschi, perché ancora non si è data giusta rilevanza culturale alla specialissima professione del ‘tombarolo’. Cosa si potrebbe fare? Ad esempio insegnare la materia “tombarologia” nei licei classici e artistici; oppure istituire nelle Università dei corsi e delle lauree specifiche in “tombarologia”. E….magari i professori potrebbero essere dei tombaroli di professione. Che male c’è?

E a questo punto esce fuori il ‘tombarolo’ serio, quello professionale e dice, sempre a pag 61, perché fare i saggi in questi luoghi dove sono già ‘penetrati’ i tombaroli? Assurdo.Si dovrebbe utilizzare le esperienze delle persone che hanno conoscenza diretta, acquisita; logico! Ciò permetterebbe di “operare con maggiore sistematica produttività, ed -aggiunge l’autore – chissà che qualche (N.B:) LUNGIMIRANTE funzionario non lo abbia già fatto o lo abbia in progetto” Più chiaro di così….Forse si dovrebbero sostituire i funzionari delle Soprintendenze Archeologiche con dei valenti tombaroli professionisti…..Chi lo sa? Può darsi che tutto ciò sia già nell’agenda del Ministro Franceschini! Giustamente l’autore “tombarolo nato”afferma poi: “Ma se i tombaroli non ‘dicessero’ della loro ‘bravura (NB), che soddisfazione avrebbero?” Quando uno fa un’opera d’arte è giusto che la mostri agli altri. Proprio così, oggi questi “professionisti delle necropoli” sono ricercati, adulati, vezzeggiati perfino “consultati” ufficiosamente, dagli stessi studiosi; ciò è stato ed è per loro il massimo….! Quindi cari giovani, state “in campana!”. Oggi che c’ tanta penuria di lavoro, questa potrebbe essere l’occasione buona per voi giovani: diventare “tombarolo ufficiale” amato e stimato da tutti.
Pensateci e se vi viene in mente qualcosa ditecelo, saremo così contenti di avere avuto la soddisfazione di avervi ‘instradati’ nella direzione giusta!

Paolo Campidori, Copyright

Le bozze non sono state neppure rilette, per cui vi chiediamo di avere pazienza e di non copiare così l’articolo o pezzi dello stesso
paolocampidori@yahoo.it
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(1) Vorrei aggiungere due righe a questo articolo da me scrittio alcuni giorni fa. Sicuramente è “uscita fuori” la mia ‘verve’ umoristica, che,  bene o male, ha influenzato tutto il contenuto dell’articolo. A qualche giorno di distanza, e dopo aver notato con piacere che l’articolo viene letto da mo,te persone, e, sembra, con molto interesse, vorrei precisare alcune cose:

a) chiaramente nel libro in oggetto c’è qualcosa di ‘eccessivo’ , qualcosa che va sopra e sotto le righe, non dico di ‘fanfaronate’, perché per dire quelle siamo bravi tutti, anche quelli che vogliono fare gli ‘educatini’, le “personcine” che come si dice “hanno un po’ la puzza sotto il naso”. In sostanza, il sono, e lo sono sempre stato, che, relativamente ad un aspetto, anche ‘scabroso’ di coloro che ‘operano’ “border line” e dell’ambiente  che li circonda, noi (tutti) non  possiamo e non siamo in grado di dare un giudizio, a meno chè, non si conosca  il ‘fenomeno’,  nella sua interezza. Pertanto se la nostra conoscenza, a riguardo di una certa cosa o riguardo a un certo problema,  è leggera, labile, “si, lo so, per sentito dire…”, etc., in questi casi sarebbe molto meglio astnersi da dare giudizi. Faccio qualche esempio: se non conosci a fondo l’ambiente carcerario, non puoi esprimerti in merito, è meglio che tu stia zitto. Lo stesso capita a riguardo di certi fatti di “giustizialismo televisivo” dove tutti, partecipanti alla trsmeissione ed utenti, da casa, diventano giudici, avvocat, periti, ecc. Noi sappiamo benissimo che ciò che ci raccontano (a noi) alla radio e alla TV è solo ‘spazzatura’ (per non dire merda); intendo dire che la verità, a noi non la direanno mai! Anche in questi casi è d’uopo dire che “se non conosci (a fondo) il fatto, il problema è meglio che tu stia con la bocca chiusa! Perché? Perchè diresti solo cazzate! QUINDI NON PARLARE, NON ESPRIMERE OPINIONI QUANDO NON CONOSCI LA “MATERIA”.

b) Io credo, tutto sommato, che la Sig,ra Luisa Rupi Paci raccogliendo le ‘momorie’, del Sig. Gismondo Tagliaferri, “tombarolo” di professione, abbia fatto bene a raccogliere questi ricordi in forma onnnirica (un modo come un altro per dire: “Io non c’ero e se c’ero dormivo”). A parte la battuta per ‘sdrammatizzare’ la materia un po’ pesantuccia, sotto il profilo penale, non statò a giudicare se l’operato del sig. Gismondi sia stato un bene o sia stato un male, abbia ripercussioni buone o sbagliate sulla conservazione del nostro patrimonio. No, non voglio entrare nel merito della cosa. Voglio solamente affermare che il sig. Gismondo Tagliaferri ha fatto di questo “mestiere illecito”, la ragione vitale ed economica della propria vita. Questo significa, che, pur non diventando ricco, il sig. Tagliaferri, ha approfittato di questi ‘espedienti’ per farne un ‘lavoro’ a tutti gli effetti. Deprecabile, illecito, spregiudicato? Ripeto non voglio entrare nel merito! Potremmo aggiungere: tombarolo convinto; tombarolo pentito? Fatti suoi. Condannabile? Non condannabile? Noi non possiamo prendere in mano “le redini” della giustizia, per il semplice motivo che non ci spetta. Allora? Mi vengono in mente tanti criminali, ma anche tanti politici, tanta gente comune, che hanno ucciso, che ne hanno combinate di tutti i colori