GIRONE: UN ANTICO PONTE ETRUSCO (POI ROMANO) FATTO PER UNIRE UN VASTO TERRITORIO ATTRAVERSATO DALL’ARNO


GIRONE: UN ANTICO PONTE ETRUSCO, POI ROMANO, FATTO PER UNIRE UN VASTO TERRITORIO ATTRAVERSATO DALL’ARNO

 

 

 

 

Uno dei piloni del ponte romano (già etrusco) che affiorano dalle acque dell’Arno in località Girone (Fiesole)

Noi non potremo mai capire la storia dei luoghi e dei territori che comprendono la Pieve di Ripoli  (Rovezzano, Varlungo, Candeli  Quarto, Terzano, Settignano, Girone, Quintole, etc.), se non li consideriamo un “tuttuno”, cioè popoli che si trovavano al di qua e al di là dell’Arno ma, di fatto,  “uniti insieme”,  da un antico ponte etrusco (poi romano) sull’Arno,  che faceva da “trait-d’union” (da collegamento) fra la sponda destra e la sponda sinistra del fiume .

 

 

 

 

Girone. In questa località, dove il fiume si snoda in ampie ‘anse’,  esisteva un bel ponte etrusco-romano, distrutto in epoca imprecisata, ma  del quale rimangono tuttora le basi in pietra dei piloni che sorreggevano le arcate

Questo ponte , probabilmente costruito in legno dagli etruschi, venne abbattuto e ricostruito in pietra dai Romani nel III-II secolo a.C . Dell’antico ponte romano (già etrusco) sono ancora visibili, specialmente nel periodo estivo, quando il fiume è  in magra, le basi di due piloni in pietra, che reggevano le arcate.

Tutti questi popoli dipendevano gerarchicamente dalla importantissima Pieve di Ripoli.

 

 

 

 

La chiesa di Santa Lucia a Terzano sull’antica strada etrusco-romana

Per renderci conto dell’importanza di questa pieve di Ripoli (Plebatus de Ripulis), diciamo  che la stessa  comprendeva un vasto territorio, composto dall’insieme dei ‘popoli’ (parrochie), che si trovavano – come abbiamo già detto – sia di qua che di là d’Arno.

Due documenti storici importantissimi, il Libro di Montaperti e le Rationes Decimarum ci testimoniano che la Pieve di Ripoli aveva le seguenti chiese suffraganee :

  1. Andrea a Rovezzano
  2. Pietro a Varlungo
  3. Bartolommei Abbazia di Ripoli
  4. Angelo di Rovezzano
  5. Andrea Abbazia di Candeli  (Candeglie, toponimo che rievoca ‘parentele’ con la lingua etrusca)
  6. Lorenzo a Vico (Vichium; cfr. la località “Vicchio” nel Mugello)
  7. Pietro in Palco
  8. Martino di Montepilli
  9. Maria a Quarto
  10. Tommaso a Baroncelli
  11. Stefano a Paterno (nome di origine latina)
  12. Lucia a Terzano
  13. S. Marcellini
  14. S. Maria di Settignano
  15. Zanobi
  16. S. Jacobi de Girone

San Jacopo al Girone (rettoria-oratorio dipendente “ab immemorabili” dalla chiesa di San Pietro a Quintole ) doveva far parte dell’antico ospedale che si trovava al Girone. Sempre qui al Girone, alcuni  documenti storici,  di inizio sec. XIII,  confermano l’esistenza di  un ‘Ospedale’ (hospitalis),  una specie di locanda che aveva però anche scopi benefici e cioè, quelli di soccorrere   i poveri pellegrini, che erano privi di mezzi di ogni genere e, di conseguenza,   continuamente esposti ai pericoli del viaggio, alla fame, alle aggressioni di malviventi, ed anche agli  animali feroci.  Questi ‘Ospedali’, generalmente si trovavano lungo le strade più importanti.

 

 

 

 

L’abbazia di Sant’Andrea a Candeli (Candeglie), che ho la fortuna di  vedere dalla mia finestra di casa

Una volta superato l’Arno in località Girone, la strada proseguiva verso Terernzano, Crocifissalto, e superato il colle, si era già in vista di Settignano e di Fiesole.

Possiamo quindi dire che questa strada, della quale abbiamo seguito il percorso in queste poche righe, univa, mediante il ponte del Girone le città etrusche (poi romane) di Fiesole e di Arezzo, e tutte le località vicine alle due città.

 

 

 

 

 

 

 

L’antica chiesa-oratorio di San Jacopo al Girone

La storia, quando è affrontata nella maniera giusta, con un certo distacco da quelle che sono le credenze popolari, o dalla cosiddetta   “storia fatta a poesia” (quella fatta per i ‘creduloni),  dai vari campanilismi, etc. porta quasi sempre a scoprire cose talmente nuove, talmente belle, talmente grandi, che nemmeno ce le immaginiamo.

Io abito al Girone e dalla terrazza della mia casa si vede l’abbazia di Candeli , la quale è posta, rispetto alla mia casa, di là d’Arno. In linea d’aria sarà distante un chilometro, forse un chilometro e mezzo. Una volta, questa si raggiungeva a piedi  traversando il ponte “degli Etruschi”, suppongo in una ventina di minuti (circa). Oggi, per raggiungere la stessa località (Candeli) dal Girone, in auto (NB), traversando il ponte di Varlungo, più a nord del Girone,  ci impiego dai 30 ai 40 minuti. E poi ci meravigliamo se gli Etruschi nel compiere il tragitto che, dalla coste del Tirreno andava alle coste dell’Adriatico, impiegavano solo tre giorni (a piedi, ovviamente)?

Allora? Meditate gente….meditate!

Paolo Campidori, Copyright

http://www.culturamugellana.com

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