DOSSIER: PROBLEMI E SEGRETI DELLA LINGUA ETRUSCA


DOSSIER: PROBLEMI E SEGRETI DELLA LINGUA ETRUSCA

PROBLEMI E SEGRETI DEI NUMERALI ETRUSCHI

MONETA DI GUBBIO.png
Cominciamo a vedere da vicino quali solo i numerali etruschi che da uno vanno fino a trenta. Poi analizzeremo alcuni problemi relativi agli stessi, problemi ancora irrisolti o in via di risoluzione. Quello che intanto possiamo dire è che i popoli che occupavano la regione italica, prima della colonizzazione Romana e Greca, avevano ‘dialetti’ che avevano molte affinità l’uno con l’altro. Ad eccezione di uno, il popolo etrusco che occupava la parte centrale dell’Italia, in modo particolare la Toscana, il Lazio settentrionale, una piccola parte della Campania e Bologna con parte della pianura padana. Ebbene questi popoli parlavano una lingua incomprensibile sia a Greci che Romani, e pure alle altre popolazioni. Dionigio di Alicarnasso retore greco (NB), ma residente a Roma, verso il primo sec. a.C. dichiarò che gli Etruschi parlavano una lingua ancestrale che lui stesso non capiva, pur essendo Greco. Anche i Romani dicevano stessa cosa degli Etruschi. Dionigio, poi, aggiunse che essi si auto-definivano “Rasena”, nome (etnico) sul quale si sono fatte migliaia di ipotesi, una parola che potrebbe voler dire, secondo una mia ipotesi, avallata dal glottologo Prof. Massimo Pittau, popolo che si distingueva, per il fatto che lo stesso, usava radersi la barba, differentemente da quanto facevano moltissimi altri popoli dell’antichità. Questa loro caratteristica, sarebbe giustificata dal ritrovamento, in moltissime tombe villanoviane di un rasoio lunato (a forma di luna), con il quale si radevano barbe, capelli ed anche i peli del corpo. Lasciando questo argomento, che in fondo a poco a che vedere con la lingua degli etruschi, possiamo passare ad analizzare la prima cosa che, anche oggi, tutti impariamo per primi negli anni pre-scolastici o nelle scuole elementari. Questi sono i numeri. Ad un bambino di tre-quattro anni chiediamo se sa contare almeno fino a dieci, e rimaniamo stupiti di questa capacità infantile di memorizzare i numeri basilari. La numerazione è dunque il primo passo per l’apprendimento mnemonico, questa poi lascerà il passo all’alfabeto, o abbecedario. I numeri dunque sono il biglietto da visita, il primo mezzo di classificazione di una lingua. E qui viene la parte più discussa, più controversa. Perché? Per il semplice fatto che studiosi antichi, tipo il Sassetti, hanno ‘canonizzato’, o meglio hanno definito che una lingua può dirsi “Indo-Europea” (*). Più precisamente, alcione voci degli indigeni dell’India , come ad esempio i numeri sei, sette, otto, nove, si identificano con quelli in uso fra noi, questo sarebbe bastato a consacrare una lingua come Indo-Europea……………(segue)

Moneta di Velatri.png
1 – Thu(n), tu (n)
2 – Zal, sal, esal, esl
3 – Ci, ki
4 – Huth, hut
5 – Mac, max, maxei, maxs
6 – Sa
7 – Semph
8 – Cezp
9 – Nurph
10 – Zar, sar, sra
11 – Snuiaph, snuiuph
12 – Srancl (2+10)
13 – Cisae (3+10)
14 – Huthzar (4+10)
15 – Maczar (?) (5+10)
16 – Sazar (?) (6+10)
17 – Ciem zathrum (20-3)
18 – Eslem zatrhum (20-2)
19 – Thunen zathrum (20-1)
20 – Zathrum
21 – Thuzathrum (?)
22 – Salzathrum?
23 – Cizathrum (?) (3+20)
24 – Huthzathrum (4+20)
25 – Max zathrum (5+20)
26 – Sazathrum (6+20)
27 – Ciem Cealx (30-3)
28 – Eslem cealx (30-2)
29 – Thunen cialx (30-1)
30 – Cialx, cealx
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