DOSSIER OSTIA ANTICA


DOSSIER OSTIA ANTICA

OSTIA ANTICA: VIENE ALLA LUCE UNA CRIPTA CRISTIANA (SEC. IV?) CON IMMAGINE DI CRISTO BENEDICENTE.

 

Roma ombelico del mondo. Sì, Roma è più importante di qualsiasi altra città al mondo poiché conserva le reliquie dei Martiri del Cristianesimo. Al lusso e allo sfarzo della Roma imperiale, con i suoi monumenti più insigni, si contrappone la Roma sotterranea delle Catacombe, rifugio dei Cristiani perseguitati, martirizzati, fino a diventare i luoghi segreti delle loro tombe.

Voglio mettere in relazione (contro il parere dell’illustre esperta Maria Stella Arena, autore dell’articolo in Archeologia Viva n. 128 del marzo-aprile 2008 dal titolo: “OSTIA, L’Opus sectile di Porta Marina”) il ritrovamento negli anni 1940-1950, di un primo pannello in mosaico, raffigurante un leone in atto di aggredire una preda, con la simbologia cristiana (vedi bibliografia). Questa scoperta fu l’inizio di uno scavo che portò alla luce un edificio formato da una sala o esedra e da un’abside rettangolare.

Dopo un attento e scrupoloso restauro, durato anni di fatica, da parte di competenti restauratori per ricomporre i mosaici, è stata ricostruita, pannello dopo pannello, quella che i romani chiamavano “esedra”, cioè un’aula, sul fondo della quale si trovava, come già detto, una cripta rettangolare. Tutto farebbe pensare a un sepolcro di età ancora ben non definita, e, di primo acchito, farebbe pensare a uno dei tanti elegantissimi sepolcri dei patrizi pagani. Ma la cosa non sta in questi termini, o, almeno, secondo il mio parere è da scartare l’ipotesi “offertaci” dalla Dr.ssa Maria Stella Arena sulla Rivista Archeologia Viva, già citata.

La “tomba” farebbe pensare ad una costruzione in età ancora non bene identificata (ma probabilmente fra l’inizio e la fine del sec. IV) che assomiglia moltissimo alla “Cripta dei Papi” nelle Catacombe di San Callisto a Ostia (RM). Quest’ultimo sepolcro costruito come tomba privata nel sec. II (fine), è composto, come quello di Ostia – Porta Marina da un’aula e da una abside rettangolare, fu donato alla Chiesa e trasformato nella sepoltura dei Papi, dal IV secolo d.C.

Nel difficile lavoro di restauro della cripta di Ostia – Porta Marina, gli abilissimi restauratori hanno ricostruito questi intarsi geometrici, floreali, ecc. tutti formati di parti di marmi costosi, provenienti da ogni parte dell’Impero. Gli effetti cromatici di questi intarsi (opus sectile) sono davvero sorprendenti, poiché sono state sfruttate (dalle maestranze dell’epoca) le venature naturali dei marmi per creare effetti, in modo da rendere realisticamente le rocce, gli alberi, gli animali, ecc. Ma la sorpresa, veramente interessante, è che fra questi pannelli ci sono anche delle figure “umane”, fra le quali, una con “nimbo” (letteralmente ‘nuvola’) in atto benedicente.

Non mi sembra che ci voglia molta specializzazione o titoli accademici per riconoscere in una di queste figure il Cristo benedicente, senza divagare inutilmente in supposizioni che ritengo assurde. Il volto di Cristo, sempre in “opus sectile”, è raffigurato nella forma tradizionale e cioè, con barba e capelli lunghi, con occhi sbarrati e barba, sopraccigli, pupille e capelli di un nero, tipico medio-orientale. Intorno alla testa il Cristo ha un nimbo bianco. Questo simbolo non è di origine Cristiana, tuttavia esso appare, a partire probabilmente dal IV secolo, sul capo di Cristo, su affreschi catacombali romani (San Callisto), diventando poi una regola. Il Cristo, inoltre, ha la mano destra sollevata, con le tre dita alzate in segno benedicente, per significare la SS. Trinità.     Più chiaro di così…..!

C’è poi la figura di un giovinetto, che si trova in un riquadro più basso e questo, mancando dei simboli tradizionali dei Santi, doveva essere colui (il patrizio romano) per il quale la cripta fu costruita.

Ci sono poi altre scene, in altrettanti riquadri, che raffigurano leoni e tigri in atto di azzannare dei cerbiatti. Si tratta ancora di simbologia Cristiana che fa riferimento alla prima Lettera di Pietro “Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente, va in giro, cercando chi divorare (Pietro Lettera I, 5,8).

Per chi fosse interessato, i pannelli di tale cripta sono attualmente esposti presso il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo a Roma, tutti i giorni meno il lunedì (chiusura settimanale) dalle ore 9,00-14,00. Per informazioni tel. 06-54228130 E-mail: medioevo.ostia@arti.beniculturali.it

Paolo Campidori

Riferimenti bibliografici:

  1. Heinz-Mohr – Lessico di Iconografia Cristiana Istituto di Propaganda Libraria, Milano, 1995

© Copyright Paolo Campidori

www.paolocampidori.com

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