DOSSIER PROF. MASSIMO PITTAU LINGUISTA STORICO ETRUSCOLOGO


DOSSIER PROF. MASSIMO PITTAU LINGUISTA STORICO ETRUSCOLOGO

ETRUSCHI/RHASENNA

«popolo di uomini rasati»

 

Paolo Campidori è un personaggio eclettico, e precisamente è pittore, scrittore, giornalista, fotografo e pure cultore di antichità toscane ed etrusche. Da quando è entrato in possesso del mio «Dizionario della Lingua Etrusca» (Sassari 2005, Libreria Koinè) – l’unico finora esistente – si è messo a cercare e stabilire connessioni fra vocaboli etruschi e toponimi e vocaboli toscani, arrivando a conclusioni che, a mio avviso, talvolta sono veramente azzeccate. Ed una nuova connessione di Paolo Campidori è la seguente. Secondo Dionisio di Alicarnasso (I 30, 3) gli Etruschi chiamavano se stessi Rhasénna. Questo aggettivo etnico viene confermato appieno da vocaboli etruschi che conosciamo per altra via e che in genere fanno riferirimento allo «Stato Rasennio od Etrusco» o alla «Federazione Rasennia od Etrusca», finendo con l’avere anche il significato di «statale, pubblico». Inoltre l’etnico Rhasénna viene confermato anche da odierni toponimi toscani, fra cui Ràssina nella provincia di Arezzo. Ebbene il Campidori ha spiegato Rhasénna come «(uomo o guerriero) rasato».

A me non risulta che fino al presente qualche linguista abbia approfondito il problema dell’esatto significato di Rhasénna e pertanto, almeno in linea generale, dico che ritengo questa proposta del Campidori come “accettabile”, dato che non ne è stata presentata alcun’altra. Io infatti, come glottologo o linguista storico, mi sono sempre ispirato al criterio metodologico, secondo cui «è molto meglio una ipotesi azzardata, che nessuna ipotesi; infatti, da una ipotesi azzardata – che alla fine potrebbe anche risultare errata – prospettata da un linguista, potrà in seguito scaturire una ipotesi migliore e addirittura quella vincente, prospettata da un linguista successivo».

Questo dico in termini generali relativamente alla proposta del Campidori; rispetto alla quale però, a mio avviso, intervengono tre considerazioni che ottengono l’effetto di farla apparire non solamente “accettabile”, ma anche “plausibile” o “verosimile.

1) Il verbo latino radere, participio rasus, è fino al presente privo di etimologia (cfr. Ernout A. – Meillet A., Dictionnaire Étymologique de la Langue Latine, Paris 1985; Cortelazzo M. – Zolli P., Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Bologna, I-V, 1979-1988; II ediz. 1999) e, come capita spesso in casi simili, è probabile che sia entrato nella lingua latina derivando da quella etrusca.

2) Nel mondo fortemente laicizzato, come è quello in cui ora viviamo, è cosa assolutamente indifferente per un uomo avere la barba incolta oppure averla tagliata del tutto o almeno in parte, cioè “spuntata” a pizzo. Per gli uomini del mondo antico invece la questione aveva grande e somma importanza, soprattutto perché ad essa attribuivano motivazioni antropologiche, sociali e addirittura religiose. Per gli antichi dunque il radersi la barba oppure il lasciarla incolta non era affatto una questione indifferente, posto che la decisione era determinata da precise e stringenti motivazioni sociali e pure religiose, di cui a noi moderni spesso sfugge l’esatto significato.

3) Da una rapida scorsa che ho dato alle raffigurazioni di uomini etruschi in pubblicazioni che posseggo, ho avuto modo di constatare che la massima parte degli uomini sono rasati completamente, oppure hanno una barba coltivata a pizzo più o meno lungo. Non mi sembra di aver trovato alcun individuo etrusco che abbia la barba completamente incolta.

Dunque, la proposta di Paolo Campidori «Rhasénna = «(uomo) rasato» a me sembra plausibile, verosimile e pertanto “accettabile”, almeno in attesa che qualcuno eventualmente presenti una proposta migliore.

Massimo Pittau

www.pittau.it

Un articolo del Prof. Massimo Pittau uno dei massimi glottologi mondiali su una epigrafe per gli amanti del ‘paranormale’ (|Gli Etruschi erano molto amanti delle ‘scienze’ esoteriche, anzi erano i Maestri dell’occulto. Si dice che fossero molto scaramantici, ma questa era la loro religione…..Essi erano di origine semita (una branca dell’ebraismo) e la loro lingua era un mix, o meglio una via di mezzo fra l’aramaico e l’ebraico antico. Erano Pagani e amavano i loro idoli, il dio Sole, (raffigurato da un disco); la dea Luna (raffigurata da una mezzaluna – spesso rasoi), e la dea Ishtar, ovvero Venere la dea della fertilità, del sesso, della bellezza. PC

 

LAMINA DI PIOMBO DI VOLTERRA
(CIE 52 a; TLE 401; ET, Vt 4.1 rec)

La lamina di piombo di Volterra contiene incisa una abbastanza lunga iscrizione in etrusco, la quale però è di difficilissima lettura perché già a prima vista si afferra che è stata scritta da una persona poco esperta.
Un evidente cambio della scrittura fa comprendere che l’iscrizione è stata fatta in due momenti differenti, da due differenti mani e forse pure da una terza, le quali hanno proceduto ad effettuare altrettante aggiunte.
L’iscrizione contiene 22 antroponimi, con i relativi prenomi abbreviati, e 10 appellativi comuni. Da questo suo contenuto lessicale si è compreso subito che la lamina in realtà è una delle numerose tabellae defixionis, che ci sono state conservate in tutte le lingue antiche e che fondamentalmente consistevano in “maledizioni” effettuate a danno degli individui nominati. Questi venivano consacrati a divinità ctonie o sotterranee e per questo motivo le tabellae venivano nascoste in grotte o nei muri dei cimiteri o dei luoghi sacri.
Con questo mio presente studio io ho effettuato le seguenti tre operazioni principali: I) Ho individuato l’esatto numero degli individui nominati, 22. II) Ho effettuato la “traduzione” degli antroponimi procedendo in questo modo: individuato per ciascun antroponimo etrusco il corrispondente antroponimo latino realmente documentato, ho volto questo in lingua italiana. III) Ho cercato di “tradurre” realmente i 10 appellativi comuni trovati a) connettendoli ad appellativi etruschi già conosciuti e tradotti, b) confrontandoli con appellativi latini nella supposizione che ne fossero derivati oppure costituissero la loro base originaria, c) tentando di tradurli in base al loro reale contesto linguistico. Ovviamente questa terza mia operazione è soltanto probabile ed inoltre aleatoria e pertanto toccherà ad altri miei colleghi linguisti o confermarla oppure presentarne una migliore: MAS «maschio, marito»; CURE «cura!, fa’!», MALAVE «soggetto-a a malia»; ICAP «rendi!», FULUNA «follone, lavandaio»; ACAP «rendi!», MAZUTIU «maledetto-a»; PULTACE «poltiglia, fanghiglia»; PUTACE PUTACE «scarto, spazzatura»; ΘEPZA «coppetta, tazzina».
Preciso che come trascrizione dell’iscrizione ho tenuto presente quelle complete di Massimo Pallottino (TLE) e di Helmut Rix (ET) e inoltre quella separata o distinta del Thesaurus Linguae Etruscae (I e II edizione). Poi preciso ancora che ai fini di una migliore perpicuità visiva e pure concettuale, ha trascritto in righe differenti quelle che mi sono sembrate altrettante sezioni dell’iscrizione.

 

(Prima mano)

V SUPNI ASTNEI
V(elia) Somnia Astia

V SUPNI
V(elia) Somnia

LARΘI PUINEI
Lartia Poenia

V SUPNI VELANIAL
V(elia) Somnia di Velania

V SUPNI CEICNAL
V(elia) Somnia di Caecinia

L VELUSNA FELMUIAL
V(el) Velusio di Fulmonia

V VELUSNA
V(el) Velusio

A VELUSNA
A(rrunte) Velusio

[V]ELUSNA L FULUNAL
Velusio L(aris/art) di Follonia

 

(Seconda mano)

V CALATI
V(elia) Galatia

V PUINA ARMNIAL
V(el) Poenio di Arminia

L LARΘRU FULNEI
L(artia) Lartona Folnia

PULTACE CEICNA ICAP LINEI
come fanghiglia (o Calus) rendi Caecinia Linia

L LARΘRU ΘEPZA
L(artia) Lartona “Tazzina”

CURE MALAVE
fàlla soggetta a malia (o Calus)

L CISTNA V ICAP FULUNA
L(aris/art) Cestio di V(elia) rendi(lo) lavandaio

(Terza mano?)

ACAP FULUNA MAZUTIU
rendi(lo) lavandaio maledetto
L LARΘUI CANIS
L(artia) Lartonia di Canio

A ARMNE ALPUZ
A(rrunte) Arminio di Alpionio

L LARΘU FULUNA
L(aris/art) Lartone Follone

A VELAN[A]
A(rrunte) Velanio

L PUINE[I]
L(artia) Poenia

L VELUSNA FASTIA
A(rrunte) Velusio (di) Fausta

L LARΘU LAΘI
L(aris/art) Lartone Latio

ΦLAVE URIN[A]TE
Flavio Urinate/io

L ARMNE MAS
L(aris/art) Arminio marito

VE CEICNEI
Ve(lia) Caecinia

Φ[L]AVE SETRA FEL(MV)
Flavio Setre Fulmone

ΘUŚCE FELMV
Tusco Fulmone

LARΘU PACE
Lartone Pacio

PUTACE PUTACE CURE
spazzatura spazzatura fànne (o Calus)

 

ANALISI LESSICALE

ACAP, ICAP probabilmente «rendi!», forme rafforzate di CAP(I) «prendi!, rendi!», imperativo forte al sing.
ALPUZ «di Alpionio», gentilizio masch. in genitivo, da confrontare con l’altro ALPIU e con quello lat. Alpionius (RNG).
ARMNE «Arminio», gentilizio masch., da confrontare con quello lat. Arminius (RNG) = cognomen «fabbricante di armi» oppure «uomo d’armi».
ARMNIAL «di Arminia», genitivo di ARMNI «Arminia».
ASTNEI «Astia», gentilizio femm., da confrontare con quello masch. lat. Astius (RNG).
CALATI «Galatia»», gentilizio femm. in genitivo, da confrontare con quello lat. Galatius (RNG).
[CALUS (dio degli inferi o del mondo dei morti, corrispondente a quello greco Ade).
CANIS «di Canio» gentilizio masch. in genitivo, da confrontare con quello lat. Canius (RNG) (TLE 401).
CEICNA, CEICNAI, CEICNEI «Caecina», gentilizio masch. e femm., da confrontare con quelli lat. Caecina, Caecinius (RNG).
CISTNA «Cestio», variante di CESTNA.
CURE «cura!, fai!, fa’!» (imperativo debole al sing.), da confrontare col lat. curare, courare, coirare, coerare «curare, procurare, (far) costruire, operare, dirigere» (finora di origine incerta; DELL; DELI; Etim; ESL 472) e inoltre con l’inglese to care «curare» (indeur.) (TLE 51; DICLE).
FASTIA probabilmente «(di) Fausta».
FELMV, FELMUIAL «Fulmonio», «di Fulmonia» gentilizio masch. e femm., da confrontare con quello lat. Fulmonius (RNG).
ΦLAVE «Flavio», antroponimo masch., variante grafica di FLAVE.
FULNEI «Folnia», femm. del gentilizio FULNI, che è da confrontare con quello lat. Folnius (RNG).
FULUNA «follone, lavandaio, tintore», variante di FULU. Anche «Follone» cognomen.
LARΘRU probabilmente errato per LARΘU «Lartone-a».
LARΘU, LARΘUI «Lartone, Lartona» (masch., femm.), probabilmente accrescitivo affettivo del prenome masch. LARΘ.
LAΘI probabilmente «Latio», gentilizio masch. da confrontare con quelli lat. Latius, Latinius (RNG).
LINEI «Linia», secondo gentilizio femm., da confrontare con quello masch. lat. Linius (RNG).
MALAVE forse «ammaliato-a, soggetto-a a malia», da connettere con MAL(E)NA «specchio» (?), con riferimento al timore che gli antichi avevano per lo specchio, nella sua natura di riproduttore misterioso di immagini (ancora adesso, a livello popolare, la rottura di uno specchio viene interpretata come un malaugurio). Vedi MALAVIS, MAL(E)NA, MALSTRIA.
MAS «marito», da confrontare coi lat. mas, maris «maschio» e maritus «marito» (finora entrambi di origine ignota; DELL, DELI).
MAZUTIU forse «maledetto-a», derivato da MAZUTI «maledizione» (?).
PACE «Pacio», gentilizio masch., da confrontare con quello lat. Pacius (RNG).
PUINA, PUINEI «Poenio-a», gentilizio masch. e femm., da confrontare con quello lat. Poenius (RNG), nonché con l’appellativo poena «pena»; oppure, in subordine, con l’etnico Poenus «Punico», cioè «Cartaginese».
PULTACE probabilmente «poltiglia, fanghiglia», da confrontare col lat. pulticula (LIOE 58, polta); però potrebbe essere errato rispetto a PUTACE.
PUTACE probabilmente «scarto, spazzatura», da confrontare col lat. putare «potare, pulire, ripulire».
SETRA «Setre», variante del prenome masch. SEΘRE (ThLE).
SUPNI «Somnia», femm. di SUPNA, gentilizio masch., da confrontare con quello lat. Somnius (RNG), nonché coi lat. somnus, somnium, sopor.
ΘEPZA forse ΘEP-ZA «coppetta, tazzina» (in diminutivo, come soprannome), da confrontare col greco dépas «coppa, tazza» (?)
ΘUŚCE «Tusco», in origine cognomen = “Etrusco”.
URIN[A]TE «Urinatio», gentilizio masch., da confrontare con quello lat. Urinatius (RNG), in origine cognomen = “nativo di Urina, Aurina (Saturnia)” (LEGL 93).
VELAN[A], VELANIA, «Velanio-a», gentilizio masch. e femm., da confrontare con quello lat. Velanius (RNG).
VELUSNA «Velusio», gentilizio masch., da confrontare con quello lat. Velusius (RNG).

 

BIBLIOGRAFIA CON SIGLE

CIE Corpus Inscriptionum Etruscarum, 1893 ….
DELI Cortelazzo M. – Zolli P., Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, I-V, Bologna 1979-1988; DELI² II ediz. a cura di M. Cortelazzo e M. A. Cortelazzo, col soprattitolo Il nuovo etimologico, 1999.
DELL Ernout A. – Meillet A., Dictionnaire Étymologique de la Langue Latine, IV édit., IV tirage, Paris 1985, Éditions Klincksieck.
DICLE Pittau M., Dizionario Comparativo Latino-Etrusco, Sassari 2009, EDES (Libreria Koinè).
ESL Breyer G., Etruskisches Sprachgut im Lateinischen unter Ausschluss des Spezifisch Onomastischen Bereiches, Leuven 1993.
ET Rix H., Etruskische Texte, Editio Minor, I Einleitung, Konkordanz, Indices; II Texte, Tübingen 1991.
Etim Nocentini A., l’Etimologico, Firenze 2010, Le Monnier.
LEGL Pittau M., La Lingua Etrusca – grammatica e lessico, Nùoro 1997, ediz. Insula (Libreria Koinè Sassari).
LIOE Pittau M., Lessico Italiano di origine etrusca – 407 appellativi 207 toponimi, Roma, Società Editrice Romana, 2012.
RNG Solin H. et Salomies O., Repertorium nominum gentilium et cognominum Latinorum, Hildesheim-Zürich-New York 1988.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...