DOSSIER MOSTRA “I LUOGHI DEI MACCHIAIOLI”


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Paolo Campidori 'I luoghi dei Macchiaioli'

Paolo Campidori “I luoghi dei Macchiaioli”

“I luoghi dei Macchiaioli” è il titolo della nuova Mostra pittorica che Paolo Campidori presenterà a Monteloro, nel Comune di Pontassieve, presso il Ristorante “Nuovo Orlando – La Riffa”, dal 12 luglio al 2 settembre

L’autore della Mostra, che è anche scrittore e giornalista, ha voluto ripercorrere l’itinerario conosciutissimo dei grandi artisti Macchiaioli, che a partire dalla metà dell’Ottocento iniziarono a dipingere nelle proprie tele i paesaggi fiorentini, livornesi e delle coste tirreniche da Castiglioncello al litorale laziale. Firenze, fu senz’altro la “culla” dei Macchiaioli (lo era già stata in passato per il Rinascimento), insieme a Livorno. In questa parte della Toscana confluirono artisti da ogni parte dell’Italia che si unirono ai fiorentinissimi Signorini, Banti, Cecioni, ecc., che furono i teorici e i caposcuola di questo importante movimento artistico-culturale. Fra questi il ferrarese Boldrini, poi via via gli altri come Cabianca, veronese, e non mancò neppure la presenza di artisti napoletani importanti. Giovanni Fattori è il più conosciuto e il più rappresentativo dei macchiaioli, pur non essendo fiorentino, ma livornese. Non potevano mancare per tutti questi grandi artisti dei mecenati illustri toscani, fra questi Diego Martelli, che ospiterà la magior parte degli amici-artisti nella propria tenuta di Castiglioncello e il grande poeta e letterato Giosué Carducci. Il fiorentinissimo Telemaco Signorini, figlio d’arte, di un grande pittore di epoca granducale, Giovanni, sarà un po’ il trascinatore, colui che più di ogni altro ha esperimentato “dal vero” la macchia, nelle assolate spiagge del Tirreno. Con lui Silvestro Lega, di Modigliana, un paese vicinissimo alla Toscana, aspite di Signorini nella casa di Piagentina, ha riprodotto nelle sue tele il lento passare del tempo dei meriggi assolati fiorentini, dove nelle strette viuzze medievali, il sole a picco creava contrasti violenti,e conseguentemente violenti erano i contrasti di colore delle loro tele. Signorini passava le sue vacanze a Pietramala nell’Appennino Tosco-Emiliano, e qui dipingeva scene agresti poetiche, all’ombra delle grandi montagne, come il Monte Beni, il Canda e il Monte Oggioli. Adriano Cecioni, che era nativo di Fontebuona (Vaglia), aveva trascorso però gran parte della propria vita a Firenze e a Napoli. Era, il cosiddetto teorico della “macchia” ed era lui stesso pittore e valente scultore.

La Mostra “I luoghi dei Macchiaioli” partendo da Firenze, “culla” del macchiaiolismo, fa tappa a Fontebuona (patria di Cecioni) con un quadro che riproduce la Chiesa di Ferraglia, il paesino appena sopra Fontebuona. Fa poi sosta a Pietramala, con un paesaggio che riproduce il Monte Beni con alcune case coloniche e con un altro quadro in località la Castellaccia. La mostra poi nel suo itinerare punta dritto verso il mare toscano, forse il più bel mare d’Italia, e qui fa tappa nei luoghi principali della Maremma, tanto cara a Martelli a Carducci a Fattori. L’autore Paolo Campidori ha ritratto i paesaggi più affascinanti dalle coste piombinesi, agli scogli dell’Argentario, soffermandosi sulle barche ormeggiate sugli arenili, sulle vele rosse e dai mille colori che solcano placide i mari tempestati di gemme, di ori e d’argento, ovvero il Mare dai riflessi d’argento, l’Argentario. E poi ancora le “libecciate” tanto care a Fattori, i tramonti rosso fuoco che non hanno niente da invidiare ai mari dei paesi tropicali. Non potevano poi mancare in questa mostra “I Luoghi dei Macchiaioli” i borghi assolati e semi assonnati nei meriggi della Maremma Toscana.

In questa mostra che rende omaggio ai Macchiaioli sarà presente con alcune sue opere lo scultore Mario Meoni, già conosciuto in ambito fiorentino mugellano e anche toscano. E’ uno scultore molto sensibile al tema del territorio, della natura, della selvaggina, e della caccia. Ha partecipato a mostre importanti, e uno dei suoi capolavori è la riproduzione in bassorilievo della famossissima Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, che il Meoni ha riprodotto con fedeltà, ma anche con molta personalità. Altre sue opere importanti sono “La raccolta di marroni”, un bellissimo altorilievo che ha presentato in occasione di una delle periodiche mostre di artisti mugellani. Oltre ad essere scultore Meoni è anche pittore e versatile in diverse branche della tecnica artistica.

Sarà questa di Monteloro, presso il Ristorante La Riffa, Nuovo Orlando, un ottima occasione per fare un tuffo nell’arte pittorica e scultorea di due artisti interessanti per la loro freschezza e la loro originalità.

Monteloro è un borgo Medievale, molto interessante anche sotto il punto di vista storico e archeologico, poiché in passato era sede di un famosissimo Castello abbattuto dai Fiorentini, allorquando raggiunsero l’egemonia economica e offensiva nel territorio. Si tratta del Castello dei Vescovi di Fiesole e in questo Castello, una vera fortezza quasi inespugnabile, i Vescovi venivano a passare lunghi periodi di vacanza, ma certe volte anche vacanze forzate per ragioni di sicurezza e per sfuggire alle mire espansionistiche dei Fiorentini. Questo posto si raggiunge percorendo da Firenze Sud la strada che porta in Valdisieve, la Forlivese. Prima dell’abitato di Sieci si gira sulla sinistra e si percorre una strada ricoperta di vegetazione per circa 4 chilometri. Il ristorante “La Riffa – Nuovo Orlando” si trova prorio nel cocuzzolo della collina. La località è raggiungibile anche da Fiesole, girando sulla destra, poco prima dell’Olmo in direzione Monteloro. La Mostra sarà aperta tutti i giorni della settimana, escluso i lunedì e i martedì, ad iniziare dal 12 luglio al 2 settembre 2008. A tutti i partecipanti che visiteranno la mostra e che lasceranno la propria firma sul Libro degli Ospiti verrà dato in omaggio l’ultimo libro dell’Autore, sui proverbi, detti popolari mugellani e toscani

09.07.2008

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