DOSSIER SUL MENHIR “LA CASA DELLE PRINCIPESSA” OPPURE DOLMEN “DELLA CHIOCCIOLA” A MONTESENARIO (ricordato dalla tradizione popolare del posto COME “Masso del Fuso”)


IL DOLMEN “DELLA CHIOCCIOLA” O LA “CASA DELLA PRINCIPESSA” (RICORDATO DALLA TRADIZIONE POPOLARE DEL POSTO COME “MASSO DEL FUSO”)

Domen di Mores (SS)  in Sardegna.jpg

Dolmen de Mores in Sardegna (Sassari)
Rispondo molto volentieri ad un lettore,  Gabrilele Baldi, storico mugolano, che ringrazio, il quale mi ha indicato  l’esatto nome  del Menhir da me ritrovato e indicato come  “Casa della Principessa” ma ricordato dalla tradizione popolare locale (Bivigliano) come  “Masso del Fuso”.

“Grazie Gabriele per la tua indicazione, riportata dalla tradizione popolare del posto, utile e  molto preziosa, ai fini dell’individuazione topografica del ‘Dolmen’, ricordato come “Masso del Fuso”.

Ti confesso che mi piacerebbe di più chiamarlo  il “Dolmen della Chiocciola”. Infatti, come potrai notare,  la parte superiore che funge da copertura o da tetto,  assomiglia più  alle ‘volute’ del guscio (casa) di una chiocciola, molto comune nelle nostre parti, e, purtroppo (per lei) anche molto gustosa per la sua prelibatezza gastronomica!

Ma “revenons à nos moutons”, e  cioè, come dicono i Francesi “Torniamo ai nostri montoni” (torniamo all’argomento), e immagino l’imbarazzo per queste popolazioni di vedere un edificio strano in mezzo al bosco,  da essi chiamato “Masso del Fuso”, senza tuttavia conoscere la sua  ‘identità’, ovvero, senza una ‘memoria’ storica  dello stesso, ma considerandolo uno dei tanti “scherzi dela natura”.

Senza una sua identità storica e scientifica il masso potrebbe essere paragonato  un po’ ad uno smemorato del quale si conosce  solo il proprio suo  ma che non si conosce nient’altro della sua vita.  In realtà dietro a questo ‘masso del Fuso”,  ci sono circa cinqumila anni di storia……che vanno ricondotti a un  periodo ben preciso della civiltà dell’uomo. Spero, ora, grazie alla sua corretta individuazione storica, del Menhir da me riportata alla luce,   che la gente non si avvicini più con ‘leggerezza’ a questo ‘manufatto’  con  la sensazione di trovarsi solo davanti ad un oggetto ‘curioso’ della natura, e basta!

Ora, grazie a queste mie ricerche, la “casa della Principessa” alias  il “Masso del Fuso”,  o il “Dolmen della Chiocciola”, o, comunque lo vogliamo chiamare, deve essere catalogato fra gli oggetti preistorici più importanti e antichi del nostro terriorio mugellano e non solo. Si calcola, infatti,  che questo ‘manufatto’ Menhir’ sia un lontano parente dei più celebri ‘menhirs’ che si trovano ad Essex Inghilterra (Stonehenge),  ma anche delle “case de Janas” che si trovano in Sardegna, ed di altri menhirs che si trovano nell’Italia Meridionale.

Il menhir “Dolmen della Chiocciola” “Casa della Principessa”, etc. , potrebbe risalire al III millennio a.C., e, precisamente  all’Età Neolitica ( pre-Nuragica ), e,  pecisamente ,  al Neolitico Recente ed ebbe la sua massima fiornitura  inotorno al  3.500 al 2800 a.C.).

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Menhir (Inghilterra)

Come già detto, si tratta di una tomba pricipesca, avente anche funzioni occasionali  di culto (funerario) ed è   composta da un ambulacro (direzione Nord-Sud);  della cella rettangolare (che dovrebbe custodire la tomba), vera e propria, le cui pareti sono   composte da lastre litiche  infisse verticalmente nel terreno e dalla copertura “a chiocciola”. Infine, una vera e propria colonna megalitica, di forma cilindrica irregolare, curvata verso l’interno,    ‘sorregge’  la copertura a grossi massi stondati che fungono da  tetto. All’interno di questo complesso funerario si trovano delle scritte e dei simboli, forse di età recente? Ancora, su un sasso di piccole dimensioni, sembra di vedere disegnata,  a grafito , una donna che porta i capelli raccolti in una lunga treccia, che cammina con passo spedito e, agitando qualcosa per aria.

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Foto sopra: (Da un megalite) figura di donna che sta per partorire. La ‘scena’, come potete ben osservare è simile alla placchetta della “donna che partorisce”, rinvenuta molti anni più tardi a Poggio Colla in Mugello

Si potrebbe ancora dire molte cose su queso Menhir, ma la cosa più importante da riferire è che la vita sulle pendici del Monte Senario verso il III Millennio a.C. c’era, ed era molto ‘fiorente’; inotre c’erano diversi villaggi, dei quali speriamo, un giorno o l’alttro di ritrovarne la locazione precisa.

Tutte cose,  che io ho appena esposto,   che ancora non erano mai state dette, poiché si disconosceva l’dentità di questo manufatto, sono ora delle verità storiche e scientifiche.  Ci potrebbero essere dei documenti  antichi in merito? Benvengano! Mi piacerebbe esaminarli, ed eventualmente discuterli, magari in una conferenza da stabilirsi nel prossimo futuro.

Grazie Gabriele  per aver raccolto le voci della tradizione popolare, su come veniva definito il Menhitr.Senz’altro, mi sarà certamente molto utile per il prosieguo delle mie ricerche storico-archeologiche.

Paolo Campidori, storico. Fiesole 17 luglio 2017.

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