DOSSIER: QUALE POTREBBE ESSERE IL VERO SIGNIFICATO DI ‘RHASENA’?


DOSSIER: QUALE POTREBBE ESSERE IL VERO SIGNIFICATO DI ‘RHASENA’?
RASENA POTREBBE SIGNIFICARE: ” ADORATORI DEL SOLE CHE SORGE”, OPPURE DELLA “LUCE CHE STA PER ARRIVARE”

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C’èuna storiella vecchia chi sa quanti anni che ci insegna a non scherzare con il lupo, in quanto, come narra la stessa, c’era una volta un piccolo pastore che gridava “al lupo al lupo!” per fare degli scherzi di pessimo gusto ai compaesani. essi accorrevano, ma….il lupo non c’era. Dopo tanti falsi allarmi, e tante prese di giro subite, i paesani non corsero all’ennesima ‘provocazione’, ma questa volta il lupo c’era, eccome! Voi vi chiederete: Embé? Cosa c’entra questa storia con gli Etruschi. C’entra nel senso che già molte volte, etruscologi, più o meno famosi (dai “nobili lombi”, archeologi (di chiara fama) e dilettanti hanno gridato: Eureka! Eureka. Anch’io sono fra questi. Ma, questa volta si fa sul serio. l’etnico “Rasena” ha una sua carta d’identità, con tutti i connotati. Fino ad oggi gli studiosi si sono ‘impantanati’ in questa croce polare, che addirittura, le hanno dato un ‘nomaccio’: “SVASTICA”. Niente di più assurdo. Dell’etnico “RASENIA o RASENA” restano alcuni ‘lacert’ linguistici, guarda caso nelle lingue moderne, come ad esempio l’inglese: TO RAISE” che significa sorgere. Cosa? Il sorgere del sole. Perché? Perché il sole (croce polare o svastica), secondo gli etruschi, lottava contro le tenebre, e dopo un ‘agone’ ciclopico, riusciva a “spuntare” dai monti dell’Oriente mesopotamico”, e era apportatore di luce. Quindi, ne consegue che gli Etruschi, di origine mesopotamica, non solo adoravano il sole, ma “ADORAVANO IL SORGERE DEL SOLE”. Io mi riferisco agli Etruschi detti Villanoviani, per intenderci quelle popolazioni che stanziatesi, poco a poco in Italia, e che vivevano in villaggi di capanne, e probabilmente vivevano di agricoltura e artigianato (erano particolarmente dotati per la lavorazione di tutti i metalli) dal XII sec. a. C. al alla fine del VI sec. a.C. Di quanto dico ne abbiamo una riprova ‘certissima’ e cioè l’unico tempio villanoviano italiano , di cui rimangono ancora le fondamenta, ORIGINALI), aveva l’ingresso rivolto ad Est, cioè ad Oriente, poiché il sole si ‘levava’ proprio da Oriente (da Est) come abbiamo già descritto.

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Pieve a Socana – Disco emblema del sole ‘Usil’

E, secondo me, è cosa certa che i templi villanoviani, avevano l’ingresso rivolto ad Est, dalla parte cioè dove sorge il sole (raise the sun). L’etnico originale Rasena-Rasenia con il passare dei secoli, con la lingua etrusca che si è evoluta con i secoli, potrebbe anche non essere Rasna-Rasena, dcc., ma qualcosa di simile. Quindi, per concludere, Rasena (raise of the sun), è un simbolo che, come tutti i simboli, dice molto di più delle parole. IL SORGERE DEL SOLE, PORTA LA LUCE, COME I CRISTIANI HANNO GIUSTAMENTE INTRODOTTO NELLA LORO LITURGIA. Ciò significa due cose: a) che il simbolo riferito “al sorgere del sole “, dopo la notte, in chiave escatologica, significa il risveglio a nuova vita, DOPO LA MORTE cosa che, secondo gli Etruschi (Villanoviani) era COSA CERTA. Ma tale simbolo significa anche un’alfa cosa: e cioè che gli Etruschi, quando si parla dei loro “misteri” (vedi Magi che venivano dall’Oriente) erano consapevoli che questa “luce” sarebbe venuta con la nascita di un Messia. I villanoviani, quindi avevano ragione di dire che il loro Regno sarebbe durato dieci secoli, e sarebbe finito, quando? Con la nascita del Salvatore Gesù Cristo. In un certo senso noi siamo i “continuatori” della religione, (N.B.) Villanoviana, in quanto essi non adoravano propriamente il sole, ma il sorgere dello stesso, insomma LA NUOVA LUCE (Rappresentata da Gesù Cristo), luce che avrebbe cambiato in modo radicale tutto il mondo con la “Buona Novella”. Se mi chiedete, gli Etruschi erano quindi dei Profeti? In un certo senso vi dico di sì, perché hanno previsto (forse su intuizione o meglio, rivelazione divina (MAGI) la nascita di Cristo e del Crisianesimo. Tutte le altre storielline sono “frottole” da raccontare la sera a veglia ai bambini, come si racconta loro delle renne di Babbo Natale!

Paolo Campidori, Copyright
BOZZE DA CORREGGERE

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