SELVANS: UNA DIVINITA’ ETRUSCA RITENUTA, A TORTO, ‘SANGUINARIA’?


SELVANS: UNA DIVINITA’ ETRUSCA RITENUTA, A TORTO, ‘SANGUINARIA’?

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Bolsena cippo di Selvans

Ho sempre avvertito un fascino particolare per il Lago di Bolsena, lago frequentato fin dai tempi preistorici dell’uomo il quale sulle rive di questo lago, di natura vulcanica, viveva una vita lacustre, cibandosi si pesca e di caccia e di allevamento. Bisogna arrivare agli inizi del primo Millennio a.C. per per riconoscervi fra i suoi frequentatori quella ‘etnia’ che noi oggi definiamo con il nome di ‘etrusca’. Ma quello che a noi interessa di più in questo momento è l’analisi di una epigrafe, che mi sembra molto interessante, sia dal punto di vista linguistico, che da quello storico. Questa iscrizione viene dedotta da un cippo, ritrovato a Bolsena, presso il Santuario del Pozzarello, nella quale si attribuisce a Selvans il titolo di ‘tularia’, derivato dalla parola etrusca ‘Tular’ (Confine). L’epigrafe in questione è la seguente:

“SELVANS SANXUNETA CVERA”

Selvans era il dio Silvano (1), il quale era considerato anche ‘garante’ (custode) dei confini, e, secondo certi studiosi la parola, o meglio l’attributo ‘sancuneta’ poteva significare “avido di sangue”. Mi piace, invece di più la definizione che da un altro studioso ed è quello di accostare l’attributo ‘sancuneta’ al verbo ‘sancire’ (i confini). Esiste, a tal proposito, anche un dio latino Sancus garante del rispetto dei patti. Il dio Silvanus (1) avrebbe caratteristiche completamente diverse dal dio Selvans e i suoi attributi sarebbero una rametto di aghi di pino e un coltello che tiene nella mano. Esso indossa, per lo più, una pelle animale.

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Quindi non mi convince la traduzione “Sanxuneta=Sanguinario” proposta da un emerito linguista (SELVANS SANXUNETA CVERA=Silvano, sanguinario, ex-voto). Giovanni Semerano, propone un altro significato per la parola etrusca “sanxuneta”. Secondo tale studioso,’SANGU’ deriverebbe dall’antica lingua babilonese e significherebbe ‘sacerdote’. Sempre dal babilonese ‘Neta’ (‘Addetto’). La parola ‘Cvera’, sempre secondo il Semerano, deriverebbe dalla medesima lingua con il significato “con tutto il cuore”. Quindi la traduzione dell’epigrafe in questione che io proporrei sarebbe la seguente: “Dono (con tutto il cuore) al dio Selvans (e non Silvanus)

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(1) “Selvans, come appare dalle statuette ritrovate nel deposito votivo di Cortona, appare come un giovane completamente nudo, tranne i piedi, calzati di un paio di stivaletti di pelle. Al collo il dio reca una collana rigida (torques) e sulla testa un copricapo ricavato dalla testa di un animale, forse un felino. La mano destra è poggiata sull’anca, mentre la sinistra, sollevata, teneva originariamente un attributo oggi perduto, forse un bastone”.

(2) (1) “Silvanus è una divinità agreste, connessa con la natura selvaggia, i boschi , gli animali. Le caratteristiche bestiali del culto di Silvanus ne vietavano l’accesso alle donne, come documentato da Catone”.

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