DOSSIER: MISTERO SULL’AFFRESCO DI PIETRO ANNIGONI A MONTESENARIO


DOSSIER: MISTERO SULL’AFFRESCO DI PIETRO ANNIGONI A MONTESENARIO

Annigoni PIETRO affresco Montesenario
L’affresco ‘narra’ la salita al Monte Senario dei Sette Frati fondatori, che erano partiti dalla SS. Annunziata di Firenze. Si dice che i Sette Servi di Maria appartenenti a nobili Famiglie fiorentine, decisero, o, furono ‘invitati’ (per Santa Obbedienza) di andare ad occupare il Castellare di Montesenario, sulla vetta del monte omonimo, che era stato di proprietà degli Ubaldini da Pila, tramite un Bivigliano, famiglio degli Ubaldini Da pila, che avevano il loro castello a Polcanto, distrutto già in epoca Romana nelle guerra civile di Mario e Silla. Bisogna anche ricordare che gli Etruschi abitavano in queste zone ‘ab immemorabili’, ed ancora prima vi avevano abitato popolazioni ‘troglodite. Fin qui niente di speciale, se si esclude la ‘presunta’ Apparizione della Madonna sulla vetta del Monte ai sette confratelli dei Servi di Maria.

Annigoni PIETRO affresco PARTICOLARE Montesenario
Ma attenzione: cè un mistero!…..Due frati, non curanti dell’apparizione della Vergine, si soffermano davanti ad un masso che ha forme ‘antropomorfe, più esattamente una testa ciclopica. Ed eccoci al mistero. Un frate indica ad un confratello, che su un punto di quel masso si trova un ‘graffito’. Il frate sembra che dica al confratello: Guarda su questo masso ci sono dei graffiti, comprendenti, frecce, crocelline,
indicazioni di sentieri e terrapieni: senz’altro la sede di villaggi”. Poi tanti ‘ometti’ che ballano, saltano, corrono, proprio come quelli che molte volte abbiamo rilevato negli scavi più antichi dei siti come Tarquinia, Vulci, Vetulonia, etc. Il frate compie un gesto quasi di nascosto, non vuole esser osservato da fratelli ‘inopportuni’, e questo gesto si traduce appoggiando la mano, spenna sopra, uno di questi antichissimi graffiti. ed esattamente accanto ad uno di questi ometti, che io, nelle mie ricerche ho ritrovati numerosi, nei sentieri dei boschi, intorno alla vetta del Monte Senario. Sono proprio questi ometti che mi hanno condotto alla scoperta di un Tempio Neolitico, un Menhir ciclopico, del II Millenio a.C.
Dunque il grande Maestro del Novecento Pietro Annigoni, era a conoscenza di questi graffiti, in quanto era anche un grande osservatore. Questo lo so per certo, avendo più volte parlato del Maestro con uno dei suoi migliori allievi, Silvestro Pistolesi e mi ha raccontato su di lui aneddoti straordinari, che documenterò in altri articoli. Ecco perché Pietro Annigoni, grande Artista, ha raffigurato, dentro il coro del Convento di Montesenario un affresco ‘eretico’ che potremmo meglio definire, non proprio ‘conforme’ ai dettati della Religione Cristiana e Cattolica. Eppure Pietro Annigioni era un credente convinto, basti vedere il ‘corpus’ delle sue opere, fra queste, numerose, citerei la Crocifissione di Castagno d’Andrea!
Annigoni sembra voler mandare un messaggio ai posteri: “Guardate che sul Monte Senario c’è “qualcosa in più” di un Convento e di un Santuario della Madonna. Sul Monte Senario, hanno abitato da Millenni (probabilmente) V-IV Millennio a.C. popolazioni semi-nomadi, che abitavano le caverne e le grotte naturali numerosissime sul Monte Senario, la cui origine è, per il momento sconosciuta; e più tardi,verso la metà del II Millennio popolazioni semi-nomadi che vivevano di pastorizia e di allevamento, nonché di caccia (numerosissima era qui sul Monte la selvaggina: fra questi il cinghiale, re della foresta).
Ecco dunque svelato il Mistero! Anche Pietro Annigoni, conosceva, in parte questi segreti, recandosi ogni mattina (testimonianza di frati che adesso vivono nel Paradiso) nel bosco, facendo schizzi, disegni naturalistici e soprattutto ammirando questo “linguaggio misterioso” fatto di simboli antichi di Millenni.
Vi assicuro che la cosa è stata anche per me, una grande novità, una grande meraviglia. Anche voi potrete vedere tutte queste cose che vi ho narrato recandovi al Monte Senario a vedere l’affresco (bellissimo) di Pietro Annigoni che si trova nel Coro della chiesa, ora trasformata in stile Barocco!
Paolo Campidori, Copyright

Attenzione articolo da rileggere e correggere

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