DOSSIER: “E TANAQUILLA (O MAMAQUILLA) DOVE LA “RIMETTIAMO”? UN’ANALISI CHE ANALIZZA CERTI REPERTI DEL MUSEO E DEGLI SCAVI DELLA CITTA’ DI CORTONA (AREZZO), A TORTO (SECONDO IL MIO PARERE DI ‘STORICO’) RITENUTI EGIZI?


DOSSIER: “E TANAQUILLA (O MAMAQUILLA) DOVE LA “RIMETTIAMO”? UN’ANALISI CHE ANALIZZA CERTI REPERTI DEL MUSEO E DEGLI SCAVI DELLA CITTA’ DI CORTONA (AREZZO), A TORTO (SECONDO IL MIO PARERE DI ‘STORICO’) RITENUTI EGIZI?

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Foto di repertorio

E’ un pensiero che mi viene così, in tutta libertà, ed è questo: tempo fa andai a vedere una bellissima Mostra di oreficeria pre-colombiana (Maya, Atzeca, etc.) intitolata Eldorado (se “non vado errato” come dice l’amico Pittau), in quel di Pitigliano. La mostra, “Eldorado” (o qualcosa di simile) molto bella, io la ricordo un po’ vagamente, esponeva oreficerie del Sud America pre-colombiano e oreficerie Etrusche. Io che stavo muovendo i primi ‘passi’ nel campo archeologico (in particolare quello Etrusco) mi venne spontanea la domanda: “Ma cosa c’entrano I Maya, gli Atzechi con gli Etruschi?”
Poi, facendo un raffronto mentale, mi accorsi che certi manufatti in metallo pregiato (gioielli) avevano qualcosa in comune, anzi, avevano molto in comune…Pensai allora che, fosse stato un caso. Poi, non sono un archeologo (per fortuna o per sfortuna mia), ma ben presto mi resi conto che ‘qualcosa’ univa la due culture. “Lacerti ancestrali”, come direbbe l’amico glottologo Prof. Massimo Pittau? Può darsi.
Più avanti, mi sono letto cinque o sei libri sulla cultura Andina pre-colombiana, fra questi un ‘corpus’ di affreschi Maya Atzechi, etc. e mi sono reso conto che anche altri manufatti e la pittura stessa (pre-colombiana), avevano degli ‘agganci’, delle particolarità comuni. Ora io non voglio mettere in dubbio la capacità, senz’altro superiore alla mia (io sono uno studioso ‘eclettico’ (*) e basta!), ma mi sembra che certe attribuzioni fatte da alcuni archeologi, siano molto opinabili.
Per esempio certi amuleti che, si trovano in Musei italiani e vengono qualificati come Egizi, a me viene un po’ da ‘storcere’ la ‘bòcca’ (con la ‘o’ aperta, come pronunciano certi meridionali). Certo mi rendo conto che le Soprintendenze ai Restauri operano bene in certi casi, mentre sono da criticare in altri. E qui potrei citare “I Bronzi di Riace”, le Tavole di Cortona (per quanto riguarda la loro traduzione), e molto altro….
Bisogna anche dire che sono stati fatti dei restauri eccellenti. Però, come ho, sempre approvato ciò che dice Massimo Pittau su questo specifico argomento: “l’archeologo, ha molti ‘limiti’, vive in una sorta di “camera stagna”, tocca, rigira, accarezza, insomma si innamora dell’oggetto (reperto) artistico, e in questo ambito così ristretto, egli perde (**), il concetto ‘universale’ di un archeologia, fatta di tante discipline, e di queste discipline che sono legate ancora ad altre come la storia, la linguistica storica, l’antropologia….etc”. Insomma l’archeologo diventa un po’ lo “specialista del settore”, l’allievo ‘prediletto’ del Capo-scuola (Vedi Pallottino, Camporeale, o ve vogliamo anche di certi ‘spocialisti’ d’Oltre Oceano (Vedi Bonfante).
Tutto questo ‘cappello’ per chiedere agli “addetti ai lavori”: “Perché il nome Tanaquilla (o Mamaquilla), lo ritroviamo nelle tombe Etrusche di 2500 anni fa….. e lo ritroviamo pure nelle lingue pre-colombiane? E allora, cosa c’entrano gli Egizi? La scalinata del tempio non è più opera pre-colombiana che Egizia?E il cosiddto “Melone” non è più opera del Neolitico (fine del II Millennio”) che un’opera Etrusca? E per quanto riguarda la traduzione della Tabula Cortonensis, ritenete che sia una buona traduzione (con tutto il rispetto per l’allora Soprintendente Nicosia)?
Grazie per le vostre eventuali risposte  che darete e che andranno ad arricchire il Dossier: “La tavola di Cortona”, e su alcuni monumenti da ‘rileggere’ e sulle loro eventuali datazioni?
Paolo Campidori, Copyright
Vedi articoli correlati: “E Tanaquilla dove la mettiamo?” e “Il Mistero della “Tabula Cortonensis” sempre di Paolo Campidori
NB Articolo appenna scritto, da rileggere e correggere
Faccio presente che io ho fatto un’analisi da ‘storico’ e non certo da ‘archeologo’, ma soprattutto, un’analisi da libero cittadino, che ha il diritto di interessarsi e dire il proprio giudizio su qualsiasi argomento che possa interessare la pubblica opinione. Ciò non toglie che le mie ‘teorie’ possano essere del tutto sbagliate!
(*) La definizione è del Prof. Masimo Pittau, che insieme a questa possiamo aggiungere quella di “cultore di etruscologia”….Non belle, ma molto meglio di quelle che ci hanno affibbiato certi  archeologi, che vogliono fare i linguisti e, sicenramente – concordo in questo con il Prof. Massimo Pittau – non ne capiscono molto, proprio perché non sono veri linguisti! Altri, invece,  sono stati ancora più carini…..
(**) Ovviamente la cosa non riguarda tutti gli archeologi. Io ho una profonda ammirazione per Pallottino, Camporeale,  e, ovviamente,  nel campo linguistico il Prof. Massimo Pittau. Io sono amico delm Dr.  Fedeli della Soprintendenza Beni Artistici di Firenze, e lo stimo molto. Abbiamo fatto insieme alcune interviste, etc. etc.
GALLERIA
TOMBA DETTA DI PITAGORA
GTOMBA DETTA DI PITAGORA
TOMBA DI PITAGORA DIDASCALIA
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UN LUCERNARIO ETRUSCO FOTO ANNI ’30
CORTONA ANNI 30
MURA DIDASCALIA
FOTO ANNI  ’30

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