RHASENNA = ETRUSCO = UOMO RASATO


RHASENNA=ETRUSCO=UOMO RASATO

RASOIO LUNATO ETRUSCO

Tempo fa sfogliando il Dizionario della Lingua Etrusca di Massimo Pittau, ebbi modo di formulare alcune ipotesi e, fra queste, una portava ad ipotizzare che l’etnico etrusco ‘Rhasénna” (il nome con il quale gli Etruschi definivano se stessi) potesse significare “rasato – (uomo) rasato”. Il prof. Pittau accolse questa mia proposta con un certo interesse, riservandosi di valutare altre proposte, che altri studiosi avrebbero potuto avanzare in seguito. Fino ad oggi, nessuno studioso, linguista storico archeologo, etruscologo, etc. ha contestato questa traduzione dell’etnico Rhasénna che io proposi al Prof. Massimo Pittau. Ora, a distanza di qualche anno, viene la conferma, dallo stesso Pittau,  che Rhasénna, potrebbe voler dire effettivamente “uomo rasato”.

Una conferma, indiretta,   verrebbe anche  dai numerosi rasoi ‘lunati’  in bronzo che sono stati ritrovati a corredo delle tombe protovillanoviane e villanoviane in varie località dell’Emilia e della Toscana, ecc.  . Ovviamente l’uso che se ne faceva di questi rasoi non è ancora ben definito. Ovviamente erano usati per tagliare barbe, capelli, peli, ecc. ma è probabile che essi avessero altri usi specifici, ad esempio funerario, oppure in occasione di guerre, feste religiose, etc. Verrebbe confermata così l’ipotesi che i guerrieri etruschi, come si vede in alcune rappresentazioni (piccoli bronzetti, ecc.) si lanciavano contro gli avversari completamente nudi e sbarbati, questo, forse, per non offrire alcun appiglio al nemico.

Il Prof. Pittau, in questo suo articolo non si è limitato solo a confermare che tale mia ipotesi (traduzione di Rhasénna=Uomo rasato) sia valida, ma ha elencato anche le ragioni, perché egli ritiene tale mia traduzione, propostagli qualche anno fa, sia da considerarsi valida, o, perlomeno, molto aderente alla verità . Comunque sia, sono del parere del Prof. Massimo Pittau, di considerare questa ipotesi accettabie, anche perché, al momento, non ne esiste una migliore. Infatti, Il Prof. Massimo Pittau precisa nel suo articolo:  “A me non risulta che fino al presente qualche linguista abbia approfondito il problema dell’esatto significato di Rhasénna e pertanto, almeno in linea generale, dico che ritengo questa proposta del Campidori come accettabile”.

E se lo dice Massimo Pittau, uno dei maggiori linguisti, in assoluto, della lingua etrusca, possiamo dargli credito!
Paolo Campidori

Segue articolo inviatomi dal Prof. Massimo Pittau

Rhasénna = Etrusco
La famosa notazione di Dionigi di Alicarnasso (Antichità Romane I, 30, 3), secondo cui gli Etruschi chiamavano se stessi Rhasénna (però da interpretarsi al singolare) va senz’altro accettata come esatta per la ragione che essa vien confermata da cinque forti prove di carattere linguistico.
I) L’etnico Rhasénna trova riscontro nei seguenti toponimi della Toscana: Rasiniano (TVSL 60), Rasinano (TVS 62), Ràssina, Rassinaja (TVA 44), Rasignano (TTM 127), Rasina (TTM 34), Resignano (TTM 128), Ressiano (TTM 128).
II) Il suffisso –enna trova un esatto riscontro in toponimi toscani e italiani che sono di sicura origine etrusca: Arenna (TTM 7) Argenna (TTM 7), Argomenna (TVA 20), Brenna (TTM 11), Caetenna (TTM 13), Caprenna (TVA 26), Clarenna (TTM 16), Caucenna (TTM 16), Lusenna (TTM 26), Mecenna (TTM 26), Nesenna (TTM 29), Pantenna (TVA 41), Percenna (TTM 31), Rufenna (TTM 35), Serpenna (TTM 39), Socenna (TTM 39), Spantenna (TTM 39), Sperenna (TTM 40), Vecenna (TTM 45), Versenna (TTM 46), Vetlenna (TTM 47) e inoltre negli etr.-lat. Anna Perenna, Porsenna, Porta Ratumenna, Ravenna, Clavenna (Chiavenna, Sondrio). Considerato poi che il suffisso –enna corrisponde sicuramente all’altro –ena (LLE, norme 5, 6) i toponimi della Toscana potrebbero essere raddoppiati di numero.
III) L’etnico Rhasénna trova un esatto riscontro in vocaboli etruschi presenti in altrettante iscrizioni: Raśna, Raśnal, Raśne, Raśneś, Rasna, Rasnal, Rasnas, Rasneas, Reinsnal, Reisnei, Resna, Resnasa.
Si tratta di antroponimi (cfr. gentilizi lat. Rasen(n)ius, Resen(n)ius; RNG) oppure di un aggettivo che riferito al sostantivo Meθlum o Meχlum «Lega, Federazione, Confederazione» significa «Federazione Rasennia o Etrusca», «Stato Rasennio o Etrusco» e finendo con l’avere anche il significato generico di «statale, pubblico».
IV) Il recente etnico lat. Tuscus compare una sola volta in una sola iscrizione etrusca: Θuśce (TLE 401).
V) L’altro recente etnico lat. Etruscus non compare mai.

II

La precedente notazione di carattere linguistico ha tutto il valore della certezza scientifica. Ma si presenta ora un’altra questione sempre di carattere linguistico, per la quale io oso prospettare una conclusione solamente plausibile o verosimile: quale era l’esatto significato originario dell’etnico Rhasénna? La risposta a questa domanda mi era stata prospettata qualche anno or sono dal mio amico Paolo Campidori, toscano del Mugello, appassionato di storia della sua terra: Rhasénna significherebbe «(uomo o guerriero) rasato».
A me non risulta che fino al presente qualche linguista abbia approfondito il problema dell’esatto significato di Rhasénna e pertanto, almeno in linea generale, dico che ritengo questa proposta del Campidori come “accettabile”, dato che finora non ne è stata presentata alcun’altra. Io infatti, come glottologo o linguista storico, mi sono sempre ispirato al criterio metodologico, secondo cui «è molto meglio una ipotesi azzardata, che nessuna ipotesi; infatti, da una ipotesi azzardata – che alla fine potrebbe anche risultare errata – prospettata da un linguista, potrà in seguito scaturire una ipotesi migliore e addirittura quella vincente, prospettata da un linguista successivo».
Questo dico in termini generali relativamente alla proposta del Campidori; rispetto alla quale però, a mio avviso, intervengono tre considerazioni che ottengono l’effetto di farla apparire “accettabile”, per il fatto che è “plausibile” o “verosimile. E a questa tesi pertanto aggiungo oggi le seguenti argomentazioni linguistiche. 
1) Il verbo latino radere, participio rasus, è fino al presente privo di etimologia (DELL, DELI) e, come capita spesso in casi simili, è probabile che sia entrato nella lingua latina derivando proprio da quella etrusca.
2) Per gli abitanti delle odierne nazioni di civiltà avanzata l’avere un uomo la barba più o meno lunga, oppure più o meno rasata e variamente disposta è una questione del tutto indifferente e nessuno si mette in proposito alcun problema né alcuna domanda. Invece per tutti i popoli antichi e anche per quelli moderni, ma di civiltà meno avanzata, l’avere la barba del tutto incolta o l’averla del tutto rasata oppure rasata in un certo modo oppure in un altro, aveva ed ha una sua importanza, per il motivo che toccava e tocca credenze antropo-sociologiche ed insieme religiose, dalle quale si guardavano e si guardano bene di derogare. Ad esempio, in generale avevano la barba lunga ed incolta i rappresentanti del ceto sacerdotale. Ciò premesso dico che, avendo osservato con attenzione tutte le immagini di uomini etruschi che ci sono rimaste, ho constatato che per la immensa maggioranza i maschi hanno o la barba completamente rasata, oppure hanno la barba lunga, ma coltivata con cura a forma di “pizzo”.
Ovviamente mi si obietterà che sarebbe piuttosto difficile comprendere il motivo per cui un intero popolo tenesse molto a definirsi e chiamarsi dal modo in cui i maschi si rasavano del tutto la barba oppure la coltivassero in un certo modo.
Ma io risponderei che poteva trattarsi di un vanto degli Etruschi rispetto agli altri popoli coevi che avevano usi differenti. Poteva trattarsi di una vanteria di questo tipo: «Noi siamo civili e raffinati, perché ci rasiamo la barba, voi siete incivili e rozzi perché non vi rasate e siete “barboni”».

Bibliografia

DELL Ernout A. – Meillet A., Dictionnaire Étymologique de la Langue Latine, Paris 1985.
DELI Cortelazzo M. – Zolli P., Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Bologna, I-V, 1979-1988; II ediz. 1999).
LLE Pittau M., Lessico della Lingua Etrusca – appellativi antroponimi toponimi, Roma, Società Editrice Romana, 2012.
TCL Pittau M., Tabula Cortonensis – Lamine di Pirgi e altri testi etruschi tradotti e commentati, Sassari 2000 (Libreria Koinè).
TLE Pallottino M., Testimonia Linguae Etruscae, Firenze 1954, I ediz., II ediz. 1968.
TTM Pieri S., Toponomastica della Toscana meridionale (valli della Fiora, dell’Ombrone, della Cècina e fiumi minori) e dell’Arcipelago toscano, Siena 1969 («Accademia Senese degli Intronati»).
TVA Pieri S., Toponomastica della valle dell’Arno, in Atti della «R. Accademia dei Lincei», appendice al vol. XXVII, 1918, Roma (1919).
TVSL Pieri S., Toponomastica delle Valli del Serchio e della Lima, “Accademia Lucchese di Scienze Lettere e Arti”, Lucca 2008.

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