Fiesole etrusca: un cippo di difficile interpretazione [ di Paolo Campidori ]


Fiesole etrusca: un cippo di difficile interpretazione

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Cippo confinario fiesolano

In un articolo precedente ho parlato del cippo confinario che si trova murato su una parete presso l’ingresso del Museo Fiesolano. Ora vorrei parlare di un altro cippo, molto interessante, che si trova esposto all’interno dello stesso museo e che io ho avuto modo di vedere più volte di persona. Tale reperto potrebbe essere di epoca “recente” e risalire al II-I sec. a.C., quando i Romani avevano, da tempo assoggettato gli Etruschi e “colonizzato” le loro terre. La scritta sul cippo in questione è decifrabile così: “TULAR AU PAP A CURS”. Alcune lettere sono abrase dal tempo, comunque questa lettura sembrerebbe quella giusta, e la traduzione suonerebbe così: “CONFINE FRA I TERRENI DI AULO PAPSENNA(Origine Etrusca) e AULO (?) CORSINIO (Origine Romana?). Ma altri studiosi non concordano con questa traduzione. Ad esempio il Pittau la traduce così: “I CONSOLI AULO PAPSENNA E AULO CORSINI HANNO STABILITO QUESTO CONFINE”.
Tuttavia, il cippo in questione è importante, dal punto di vista storico, poiché non precisa se si tratti né di un confine della città-stato (Fiesole): “TULAR SPURAL”, né di un confine della Confederazione Etrusca: “TURAL RASNAL”, ma semplicemente “TULAR”.
A me sembra che la traduzione: “terreni di Aulo Papsenna e A. Corsinio” sia più corretta. Come dicevo, c’è da notare che due persone, confinanti di terreno, nella Fiesole, ormai divenuta Etrusco-Romana, hanno deciso secondo le regole del buon vicinato, di stabilire, una volta per sempre, ciò che appartiene a Tizio e ciò che appartiene a Caio. Come dire, dimentichiamo il passato, ciò che è stato è stato, fino a ieri i terreni erano miei (direbbe Papsenna etrusco), oggi li devo dividere con un “invasore” (Corsini o Corsinio romano). Allora, mettiamoci una bella pietra sopra (direbbe sempre Pasenna), anzi mettiamo una bella pietra nei confini delle proprietà con una bella scritta che significhi: “da una parte i Papsenna, dall’altra i Corsini”. (Se poi questo Corsinio o Corsini sia un antenato della nobile famiglia Corsini, che tutti conosciamo, è cosa tutta da vedere).
Mi viene un dubbio, nella scritta del cippo, molto stringata e molto abbreviata troviamo per i nomi propri Aulo: “Au” e “A”. Quasi sicuramente “Au” sta per Aule o Aulo, nome tipicamente etrusco, ma “A” ha ancora per significato Aule? Perche sarebbe stata tralasciata la “U”? Le abbreviazioni dovrebbero essere identiche. Allora potrei pensare che “A” non sta per Aule, ma un altro nome, Antonio, ad esempio o qualsiasi altro nome che inizi con la lettera A. Poi “Curs” mi sembra un nome “etrusco-romanizzato”, tradotto dal Pittau con “Corsinio”. E’ logico pensare, che dopo un certo tempo le due società (invasori e invasi) si siano amalgamate ed una abbia preso dall’altra e viceversa. Comunque come si può notare anche l’iscrizione etrusca più semplice può sollevare tanti interrogativi. Ma le difficoltà non finiscono qui. Noi troviamo nella lingua etrusca due parole che, alla prima sembrano simili o sinonimi, ma non è così. Si tratta di “TUL” e “TULAR”. Alcuni linguisti affermano che “tul” sia l’abbreviazione di “tular”. In realtà “tul” significa: “solleva, prendi” (Vedi Massimo Pittau – Vocabolario della lingua Etrusca – Dessì Editore). Personalmente non sono del tutto d’accordo con questa traduzione. Secondo me (e secondo il Pittau) “tul” ha un preciso significato, che è quello di “prendere”, per cui “tul” nella forma imperativa significherebbe “prendi” e non c’è nessun accostamento con “tular”, che significa un’altra cosa. In latino abbiamo una parola simile a questa: “tellus-telluris,ecc.” (“della terra”, “tellurico”). Data questa affinità, tutto ci farebbe pensare che “tular” significhi “terra-terreni” e non “confine”. Per cui “Tular Au Pap A Curs” significherebbe “Terre di Aulo Papsenna e di A Corsinio”. La traduzione “tular=cippo” confinario deriva dal fatto che la parola “tular”, per la funzione che svolge, cioè quella di delimitare i confini, è sempre scritta su cippi di pietra, per questo motivo, penso, che molti sono stati tratti in inganno. Ma “tular”, secondo la mia modesta opinione significherebbe “terra o terreni” e non “confine”.
Vorrei citare, ma proprio per una curiosità linguistica, che “tul”, imperativo presente, in romagnolo (balzarotto) significa “prendi” e “tulé o tulì”, sempre nello stesso dialetto, significa “prendete”. Ora se sia possibile fare un accostamento di questo genere e cioè fra dialetto romagnolo (balzarotto) e lingua etrusca mi sembra un po’ azzardato…..però gli Etruschi abitavano anche quelle parti ai confini dell’Emilia-Romagna e Toscana, che corrisponde alla Valle d’Idice con Monzuno, Monterenzio, Monte Bibele, con la Valle del Santerno: Firenzuola e con la Valle del Senio: Palazzuolo, ecc. In tutte queste località sono state ritrovate consistenti tracce di vita etrusca! Azzardare dunque è sbagliato? Non si sa mai!
Paolo Campidori, Copyrigt
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